Non ha più alibi il sindaco di Sora, Luca Di Stefano nei confronti dei quasi 800 cittadini che hanno firmato la petizione popolare dei Comitati cittadini del territorio, con la quale chiedono al Comune di Sora di uscire dal perimetro di contribuenza del Consorzio e di non aderire nel costituendo Consorzio del Lazio Sud Est.
Questa volta il Comitato Cittadino del Territorio ha giocato bene le sue carte e nelle pieghe dello Statuto comunale ha raccolto le firme necessarie per richiedere la convocazione del Consiglio Comunale Straordinario.
E Luca Di Stefano, questa volta non può fare finta di nulla o banalmente non considerare la richiesta come è accaduto con il Comitato Missione Trasparenza, perchè è stato messo di fronte ad un fatto compiuto.
Entro giugno dovrà essere convocato il consiglio comunale, che dovrà esprimersi in relazione alla richiesta dei cittadini di uscire dal Consorzio Conca di Sora.

“Un ente inutile che non ha fatto nulla per il territorio” Sostengono i firmatari della petizione che aggiungono “Dai conti estrapolati dal 2016 al 2026 sono stati versati dai cittadini e dalle imprese sorane al Consorzio Concoca di Sora circa 9 milioni di euro. Per fare cosa? Che vantaggi hanno avuto i cittadini, le imprese e le aziende agricole dal versare questo contributo?” Si domanda soprattutto Mauro Tomaselli, il coordinatore dei comitati.
Nel frattempo sale la protesta anche in altri comuni e nei prossimi giorni una analoga raccolta di firme partirà ad Isola del Liri e ad Arpino, dove si sono costituiti comitati cittadini che raccoglieranno le firme previste dagli Statuti comunali per richiedere la convocazione del consiglio comunale per decidere la stessa cosa: uscire dai Consorzi di Bonifica.
Una battaglia, questa, che va avsnti da tempo e che ha visto il territorio contrapposto. Giace in regione una richiesta pervenuta da altri comuni dell’area, di uscita dalla contribuenza del Consorzio che la Regione ancora non ratifica. A detta dei referenti dei comitati “Un atteggiamento vergognoso e di assoluta mancanza di rispetto della volontà dei cittadini e dei consigli comunali che si sono espressi al riguardo”.

Tra l’altro Mauro Tomaselli ricorda l’impegno su questo fronte del parlamentare Massimo Ruspandini e dell’allora consigliere di opposizione Giancarlo Righini che sposarono questa posizione, salvo poi cambiare idea.
“Il problema è politico. Per questo abbiamo tenuto una riunione preparatoria e diciamo al sindaco di Sora, noi siamo pronti. Adesso tocca al consiglio comunale. Chi voterà contro alla nostra proposta, sarà colui o coloro che vogliono mantenere questo sistema che produce solo debiti.” Aggiungono i referenti dei comitati.
La riunione dei Comitati si è svolta a Sora il 1 giugno presso il centro Marco Polo, nel corso della quale era presente il Presidente del comitato cittadino del territorio Ennio Bruni, il coordinatore Mauro Tomaselli il segretario avv. Mario Ricci e tutti gli iscritti con il sostegno di tutti i comitati liberiamoci dai consorzi di Atina, Pescosolido, Sora, Arpino, Fontechiari, Isola del Liri, Castelliri, per sostenere la petizione popolare del comune di Sora per uscire dal perimetro di contribuenza del consorzio di bonifica Conca di Sora e per dire no al consorzio unico.
Le firme (779 per la precisione) sono state consegnate al sindaco Di Stefano l’11 maggio, il quale proprio in queste ore, ha promesso la convocazione entro giugno 2026.
Il presidente Ennio Bruni, imprenditore storico sorano ha affermato nel corso della riunione “Noi siamo pronti. Basta tasse sulla casa. I cittadini non vogliono i Consorzi”.

La protesta monta anche perchè in questi anni i Consorzi si sono amaramente distinti per i debiti prodotti, basti pensare al debito di oltre 20 milioni di euro contratto dal Consorzio Valle del Liri che dovrebbe essere sanato dai cittadini. Una vicenda che risale al 2018 e che ancora non vede una soluzione.
“Uscendo dal perimetro di contribuenza del Consorzio i cittadini non pagheranno più nessun tributo soprattutto sugli immobili e l’ultimo balzello inventato dai consorzi dell’extra agricolo” Afferma Mauro Tomaselli.
La vicenda è intrigata anche perchè gia nel 2020 i comuni di Arce, San Biagio Saracinisco, Atina, Colfelice hanno deliberato l’uscita dal Consorzio, ma la Regione Lazio a distanza ormai di 6 anni ancora non ratifica questa volontà . C’è il rischio boomerang visto che questa situazione fu incalzata dai consiglieri di FDI, all’epoca all’opposizione in regione Lazio e oggi come maggioranza di governo, invece di completare l’azione politica, hanno finanziato i consorzi e nominato i commissari per la costituzione del Consorzio di Bonifica del Lazio sud est.
“E’ evidente che i Consorzi interessano solo ai politici” Prosegue ancora Tomaselli che punta il dito contro la politica che in questi anni non ha saputo ascoltare i cittadini che aggiunge “I sindaci del territorio hanno il dovere di vigilare e di chiedere l’elenco delle opere di bonifica realizzate dal Consorzio sul territorio, che non è mai stata fatta, eppure il consorzio ha incassato ingenti somme di denaro e non si sa cosa ci abbia fatto. Auspichiamo che il sindaco Di Stefano si faccia spiegare che fine hanno fatto i soldi dei cittadini di Sora”.
Ma se questa battaglia dovesse essere vinta dai comitati chi si occuperà della manutenzione del territorio e dell’assetto idrogeologico al posto del Consorzio? Per i Comitati è semplice “I comuni come già fanno e di sicuro essendo direttamente interessati avrebbero sicuramente più attenzione nella gestione degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza.”
“Solo 8 comuni dei 23 di quest’area ricadono nel perimetro di contribuenza del Consorzio Conca di Sora. Negli altri 15 comuni sono le amministrazioni locali ad occuparsi della manutenzione idraulica e i cittadini non pagano nessuna tassa e nessun balzello su case, terreni e l’assurda tassa di irrigazione extra agricola, pagare cioè due volte l’acqua che si utilizza per uso domestico, un balzello non dovuto per il quale chiediamo la restituzione di questi soldi “ Ha concluso Mauro Tomaselli.
A questo punto la partita si sposta nel campo del consiglio comunale. Che atteggiamento avranno i consiglieri della maggioranza di destra-sinistra che sorregge Luca Di Stefano? Che posizione avrà lo stesso sindaco Di Stefano che in campagna elettorale aveva sostenuto la tesi secondo la quale Sora non doveva stare nei consorzi di bonifica e neppure in quello di nuova costituzione? Cosa faranno i consiglieri di opposizione, tra cui Fratelli d’Italia, già nell’occhio del ciclone dei comitati? Si schieranno a fianco dei 779 firmatari e delle loro famiglie, oppure seguiranno gli ordini di scuderia politica che arriveranno da Roma?
Lo si scoprirà al consiglio comunale al quale, molto probabilmente, saranno presenti tanti cittadini.






