Si chiude dopo oltre quattro decenni una complessa vicenda giudiziaria tra il Comune di Rieti e l’ATER della Provincia di Rieti. Le due amministrazioni hanno infatti sottoscritto una conciliazione giudiziale che mette fine al contenzioso civile pendente davanti al Tribunale di Rieti, definendo una controversia nata negli anni Ottanta in relazione al Piano di Zona per l’edilizia economica e popolare del quartiere Campoloniano I.
La vicenda affonda le proprie radici nell’approvazione del Piano di Zona del secondo decennio per l’edilizia economica e popolare. Per realizzare gli interventi, il Comune avviò le procedure di esproprio di diversi terreni, successivamente assegnati all’ATER mediante concessione del diritto di superficie per 99 anni, destinato alla costruzione di alloggi pubblici.
Il contenzioso è scaturito da una lunga causa promossa dalla proprietaria di uno dei terreni espropriati. Il procedimento, conclusosi nel 2008 con una decisione della Corte di Cassazione, ha determinato una revisione dell’indennità di esproprio e occupazione, superiore rispetto alla stima iniziale della Commissione Provinciale Espropri. Il Comune di Rieti è stato così chiamato a corrispondere circa 1,7 milioni di euro.
In base al principio del pareggio economico previsto dalla normativa in materia di edilizia residenziale pubblica, l’Amministrazione comunale ha successivamente richiesto all’ATER il versamento del saldo relativo all’indennità, pari a 731.675,86 euro.
Nel 2023 il Comune ha avviato un’azione giudiziaria per il recupero della somma e dei relativi interessi, affidando l’incarico all’avvocato Anna Maria Barbante dello Studio Legale Cicchetti-Barbante. Nel corso del procedimento è stata avviata una trattativa con il legale dell’ATER, avvocato Barbara Pelagotti, che ha portato all’accordo conciliativo.
L’intesa prevede il pagamento da parte dell’ATER dell’intero importo richiesto dal Comune, pari a 731.675,86 euro, attraverso uno specifico finanziamento della Regione Lazio. Il Comune, dal canto suo, ha rinunciato agli interessi moratori, limitando la richiesta ai soli interessi legali, quantificati in circa 60 mila euro, mentre le spese legali saranno integralmente compensate tra le parti.
Con la definizione della controversia, l’ATER estinguerà definitivamente il debito relativo al diritto di superficie, mentre la nuda proprietà dei lotti resterà nel patrimonio indisponibile del Comune di Rieti.
Sinibaldi: “Superata un’eredità del passato”
«La firma di questa conciliazione rappresenta un atto di grande responsabilità e maturità istituzionale – dichiara il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi – Abbiamo voluto superare un’eredità del passato che rischiava di trascinarsi ancora per anni, con il solo risultato di generare ulteriori costi per i cittadini e irrigidire i rapporti tra due enti chiamati a collaborare. Grazie al lavoro dell’Ufficio Contenzioso e del difensore incaricato abbiamo tutelato l’equilibrio finanziario del Comune, ottenendo risorse certe e salvaguardando al tempo stesso il rapporto con l’ATER. Risolvere nodi storici come questo ci permette di guardare al futuro con maggiore serenità».
Gerbino: “Il dialogo è la strada giusta”
Soddisfazione anche da parte del presidente dell’ATER di Rieti, Luigi Gerbino.
«Accogliamo con estrema soddisfazione la conclusione positiva di questa complessa vicenda. Questo accordo dimostra come il dialogo e la leale collaborazione tra pubbliche amministrazioni rappresentino la strada migliore per risolvere problemi complessi, evitando contenziosi lunghi e costosi che finiscono per rallentare l’azione amministrativa. Ringrazio la Regione Lazio per il fondamentale supporto finanziario che consentirà di chiudere definitivamente questa pendenza storica. Comune e ATER continueranno a lavorare insieme per dare risposte concrete al fabbisogno abitativo della comunità».





