La crisi istituzionale apertasi dopo le dimissioni del presidente del Consiglio comunale Max Tagliaferri si arricchisce di un nuovo capitolo. Undici consiglieri comunali hanno inviato una richiesta di parere al Ministero dell’Interno, al Prefetto di Frosinone e, per conoscenza, al segretario generale del Comune, per chiarire chi sia legittimato a convocare il prossimo Consiglio comunale dopo la contemporanea vacanza della presidenza e di parte dell’Ufficio di Presidenza.
Una lettera firmata da Paolo Fanelli, Pasquale Cirillo, Maurizio Scaccia, Anselmo Pizzutelli, Teresa Petricca, Giovanni Bortone, Maria Antonietta Mirabella, Giovambattista Martino, Angelo Pizzutelli, Norberto Venturi e Fabrizio Cristofari.
Una richiesta destinata ad alimentare ulteriormente il confronto politico all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli, già impegnata nella difficile ricerca di un candidato condiviso alla presidenza del Consiglio comunale. I veti incrociati emersi nell’ultima seduta hanno infatti impedito di raggiungere una sintesi sul nome da eleggere.
La richiesta di chiarimento
Nella lunga nota inviata alle istituzioni, i consiglieri ricordano che il 30 maggio 2026 il presidente del Consiglio comunale Max Tagliaferri ha rassegnato le dimissioni con effetto immediato. Successivamente, il 30 giugno e il 3 luglio, si sono dimessi anche due componenti dell’Ufficio di Presidenza, tra vicepresidenti e consiglieri segretari.
Secondo i firmatari, si è così determinata una “vacanza strutturale e contestuale dell’intera Presidenza del Consiglio e di parte dell’Ufficio di Presidenza”, una situazione che, a loro avviso, non può essere assimilata a una semplice assenza temporanea del presidente.
I dubbi sull’interpretazione dello Statuto
Al centro della richiesta di parere c’è l’interpretazione dello Statuto comunale e del Regolamento del Consiglio.
I consiglieri evidenziano come il segretario generale abbia ritenuto pienamente legittima la supplenza esercitata dal vicepresidente vicario, Marco Ferrara, senza limitazioni né rispetto agli argomenti trattabili, né alla durata dell’incarico.
Una lettura che gli undici consiglieri contestano, richiamando il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL), lo Statuto comunale e il Regolamento del Consiglio, ritenendo che la normativa distingua tra assenza temporanea del presidente e vacanza definitiva della carica.
I quattro quesiti rivolti al Ministero
La richiesta di parere si articola in quattro quesiti principali.
Il primo riguarda l’individuazione del soggetto legittimato a convocare il Consiglio comunale dopo le dimissioni del presidente: secondo i consiglieri occorre chiarire se tale potere spetti al vicepresidente vicario, al consigliere anziano oppure, in via sostitutiva, al Prefetto.
Il secondo quesito punta a stabilire se il vicepresidente vicario, qualora legittimato alla convocazione, possa convocare il Consiglio per qualsiasi argomento, oppure esclusivamente per procedere all’elezione del nuovo presidente e alla ricostituzione dell’Ufficio di Presidenza.
Il terzo riguarda la validità delle eventuali deliberazioni adottate con un Ufficio di Presidenza incompleto e se la sua ricostituzione debba rappresentare il primo punto da affrontare prima di qualsiasi altra deliberazione.
Infine, il quarto quesito chiede chiarimenti sulla procedura da seguire per eleggere il nuovo presidente del Consiglio comunale, in caso di votazioni senza esito: se sia necessario aggiornare la seduta, oppure procedere con votazioni a oltranza fino all’elezione.
Il richiamo al parere del Ministero del 2021
Nella nota viene richiamato anche un parere espresso dal Ministero dell’Interno il 22 marzo 2021, secondo il quale, in caso di dimissioni del presidente del Consiglio comunale, i poteri del vicepresidente sarebbero limitati alla sola convocazione della seduta destinata all’elezione del nuovo presidente, salvo diversa previsione normativa o statutaria.
Secondo i consiglieri, proprio la mancata disciplina regolamentare della cosiddetta “sostituzione totale” prevista dallo Statuto del Comune di Frosinone renderebbe necessario un chiarimento interpretativo da parte del Ministero e della Prefettura.
Una vicenda che pesa sugli equilibri della maggioranza
La richiesta di parere arriva in una fase particolarmente delicata per la maggioranza del sindaco Mastrangeli, ancora alla ricerca di un’intesa sul nome del futuro presidente del Consiglio comunale.
L’interpretazione delle norme sul funzionamento dell’assemblea potrebbe quindi incidere non solo sui tempi della convocazione della prossima seduta del consiglio comunale di Frosinone, ma anche sugli equilibri politici all’interno della coalizione, chiamata a superare le divisioni emerse nelle ultime settimane.








