A Cori gli appalti di servizi sono come un diamante: per sempre.
È con questa immagine efficace che l’Associazione Culturale “Progettiamo il Futuro” torna a denunciare una situazione che, secondo quanto affermato, appare ormai strutturale nel Comune di Cori: gli appalti pubblici di servizi continuerebbero ad essere affidati sempre agli stessi soggetti, senza reale concorrenza e senza applicazione del principio di rotazione previsto dalla normativa.
Dopo i casi del Trasporto Pubblico Locale, del Servizio Veterinario e della Mensa scolastica, anche la gestione dell’Asilo Nido comunale “Bruco Verde” seguirebbe lo stesso schema: un unico concessionario, nessun ribasso, nessuna alternanza, nessuna apertura effettiva al mercato.
L’Associazione interviene pubblicamente in risposta alle dichiarazioni diffuse dal Sindaco di Cori il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026, anche tramite organi di stampa, con cui si è tentato di rassicurare la cittadinanza sulla presunta regolarità della procedura di affidamento del servizio. Dichiarazioni che, secondo “Progettiamo il Futuro”, alla luce della documentazione amministrativa già trasmessa alle Autorità competenti, risulterebbero parziali, fuorvianti e non rispondenti allo stato reale dei fatti.
Ancora più grave, secondo quanto evidenziato, sarebbe il fatto che il Comune di Cori non risulta essere stazione appaltante qualificata, come richiesto dalla legge, eppure avrebbe indetto e gestito direttamente procedure di gara per importi rilevanti, in palese contrasto con il Codice dei Contratti Pubblici. Un aspetto che non rappresenterebbe un semplice dettaglio tecnico, ma una questione sostanziale di legittimità degli atti e di tutela del denaro pubblico.
A destare ulteriori preoccupazioni è anche la nomina di una Commissione giudicatrice interna, composta da dirigenti e responsabili di Area del Comune, che avrebbe operato senza rilevare – né segnalare – l’assenza del titolo giuridico dell’Ente a procedere con la gara. In altre parole, una Commissione ufficiale avrebbe valutato offerte e portato avanti una procedura che non avrebbe nemmeno potuto essere avviata.
Risorse economiche che, sottolinea l’Associazione, non appartengono all’Amministrazione, ma ai cittadini di Cori e Giulianello, provenienti da tasse, contributi, rette e trasferimenti pubblici, e che devono essere spese nel rispetto delle regole, della trasparenza e dell’interesse generale.
Per queste ragioni, “Progettiamo il Futuro” ha depositato una memoria integrativa e controreplica, collegata all’esposto del 26 gennaio 2026, indirizzata alla Procura della Repubblica di Latina e alla Corte dei Conti – Sezione Lazio. Nel documento si evidenziano, tra gli altri aspetti:
- l’assenza dei requisiti del Comune di Cori come stazione appaltante;
- il presunto frazionamento artificioso degli affidamenti per aggirare le soglie di legge;
- il superamento complessivo di importi ben oltre i 300.000 euro, fino a circa 850.000 euro;
- la persistente individuazione di un unico contraente;
- la necessità di verificare se e come tali somme siano state effettivamente incassate e contabilizzate.
«Continueremo a svolgere il nostro ruolo civico e politico senza timori e senza sconti – conclude l’Associazione – perché il bene comune va tutelato e la gestione dei servizi pubblici non può diventare un affare per pochi, eterno e intoccabile».
Per l’Associazione Culturale “Progettiamo il Futuro”: Alfiero Marchetti


