Torna al centro del dibattito politico e giudiziario di Cori la vicenda edilizia di contrada Sant’Angelo e della cosiddetta villa Dallas su cui si innesca la questione degli atti edilizi. Tre consiglieri comunali di minoranza – Germana Silvi, Aristide Proietti ed Evaristo Silvi – hanno diffidato la responsabile dell’Area Urbanistica del Comune di Cori, ingegnere Annalisa Tognin, a integrare la documentazione trasmessa al TAR Lazio – Sezione di Latina.
La richiesta si inserisce nel procedimento R.G. 00191/2019, oggetto dell’ordinanza collegiale n. 168/2025, con cui il TAR ha chiesto al Comune chiarimenti su un immobile edificato nelle particelle catastali 674 e 675 del foglio 45.
“Documentazione incompleta”
Secondo i consiglieri, la relazione inviata dall’ufficio comunale sarebbe parziale e mancante di atti fondamentali. Tra i documenti che, a loro dire, non sono stati trasmessi ci sarebbero:
• il decreto di sequestro preventivo urgente del 23 novembre 2018, firmato dal sostituto procuratore Giuseppe Miliano;
• la relazione del consulente tecnico d’ufficio della Procura;
• l’ordinanza di confisca emessa dal Tribunale di Latina in un procedimento penale conclusosi con prescrizione.
I tre consiglieri chiedono che questi atti vengano depositati al TAR e messi a disposizione anche del Consiglio comunale.
Il nodo del sopralluogo
Un altro punto critico riguarda l’assenza di un sopralluogo aggiornato. Nonostante l’ordinanza del TAR sia stata notificata a maggio, sostengono i consiglieri, l’Ufficio tecnico non avrebbe verificato di persona lo stato dell’immobile. Una visita sul posto, affermano, avrebbe potuto chiarire se il seminterrato sia stato effettivamente utilizzato come previsto dal progetto o abbia avuto destinazioni differenti.
Contraddizioni e autorizzazioni contestate
La diffida segnala anche presunte incongruenze nella documentazione depositata negli anni: alcune relazioni descrivono l’edificio come sviluppato su due livelli, mentre le tavole tecniche ne riporterebbero tre, includendo un sottotetto.
Dubbi sono sollevati anche sulle autorizzazioni sismiche e paesaggistiche. Secondo i consiglieri, il Genio Civile avrebbe più volte chiesto integrazioni senza mai rilasciare un’autorizzazione definitiva, mentre una determinazione paesaggistica del 2016 risulterebbe anteriore al parere del Ministero dei Beni culturali e successiva al sopralluogo che già rilevava la costruzione della struttura.
L’avvertimento finale
Nella parte conclusiva, i tre consiglieri invitano l’ingegnere Tognin a integrare “tempestivamente” gli atti e a prendere posizione su tutte le questioni sollevate dal TAR. In caso contrario, scrivono, si potrebbe configurare una “grave inadempienza” a carico della dirigente.
Un caso ancora aperto
La vicenda trae origine dall’ordinanza di demolizione n. 6/2018 emessa dal Comune di Cori per presunti abusi edilizi. Il TAR, con l’ordinanza di maggio 2025, ha chiesto integrazioni istruttorie. La decisione finale sul ricorso è ancora pendente.





