«Le ultime dichiarazioni che il sindaco De Lillis si è sentito in dovere di rilasciare alla stampa l’8 febbraio, molte non sono veritiere e molte sono in contrasto con quanto dichiarato dalla responsabile comunale dell’Urbanistica nella sua relazione al TAR».
È quanto affermano i consiglieri comunali di opposizione del Comune di Cori, Germana ed Evaristo Silvi e Aristide Proietti, intervenendo sulla vicenda degli abusi edilizi legati alla cosiddetta Villa Dallas, di proprietà della famiglia della Presidente del Consiglio comunale.
I tre consiglieri hanno ricostruito punto per punto le dichiarazioni del sindaco, mettendole a confronto con gli atti ufficiali e con le relazioni depositate presso il Tribunale Amministrativo Regionale.
Documentazione al TAR e rapporti con il Genio Civile
In merito alle affermazioni del sindaco secondo cui tutti i documenti richiesti dal TAR sarebbero stati regolarmente trasmessi, i consiglieri di opposizione replicano che si tratterebbe della seconda trasmissione di atti, dopo una prima relazione ritenuta dal Giudice “non sufficientemente perspicua”.



Secondo i consiglieri, inoltre, non risponderebbe al vero nemmeno l’affermazione sulla completezza della documentazione: mancherebbe infatti tutto il carteggio con il Genio Civile, come dichiarato dalla stessa responsabile dell’Urbanistica, che avrebbe inoltrato la richiesta solo dopo otto mesi.
«Se gli atti del Genio Civile fossero disponibili – precisano – dimostrerebbero che non esiste l’autorizzazione sismica».
Sentenza penale e confisca dell’immobile
In relazione alle accuse di “accanimento politico” mosse dal sindaco per le continue richieste di confisca dell’immobile, l’opposizione ricorda che è la stessa responsabile comunale dell’Urbanistica a dichiarare nella relazione al TAR di stare verificando la procedura amministrativa per dare seguito alla sentenza penale n. 1375/2025.
Da qui il quesito posto dai consiglieri: «Le affermazioni del sindaco devono essere interpretate come una pressione sugli uffici affinché non si proceda?»
Accesso agli atti e presunte irregolarità
Altro punto contestato riguarda l’accesso agli atti da parte del consigliere Proietti. Secondo l’opposizione, la documentazione richiesta il 12 novembre non sarebbe stata consegnata nei termini di legge, nonostante numerosi solleciti.
Solo il 23 gennaio, spiegano i consiglieri, gli atti sarebbero stati consegnati in formato cartaceo. Il verbale di ricevimento sarebbe stato firmato dal consigliere richiedente, ma la responsabile dell’Urbanistica avrebbe preteso anche la firma di un cittadino presente.
«Perché? È regolare?», si chiedono i consiglieri.
Il ruolo della Presidente del Consiglio comunale
Particolarmente dura la replica alle dichiarazioni del sindaco sulla presunta totale estraneità della Presidente del Consiglio comunale ai fatti.
Secondo l’opposizione, la Presidente avrebbe preso domicilio nell’immobile già dal 2016 e vi avrebbe avuto la residenza fino al sequestro preventivo del 2018. I consiglieri sollevano dubbi sui controlli effettuati per il rilascio della residenza in un immobile a uso produttivo e privo delle necessarie autorizzazioni.
«È difficile sostenere che fosse totalmente estranea ai fatti», affermano, parlando di affermazioni che «mettono in dubbio l’intelligenza dei cittadini».
“Due pesi e due misure”
Nel merito, l’opposizione accusa il sindaco e la maggioranza di una difesa ad oltranza dell’abuso edilizio e della Presidente del Consiglio comunale, atteggiamento che – sostengono – non sarebbe stato riservato ad altri cittadini coinvolti in abusi edilizi meno gravi, nei cui confronti il Comune si è costituito in giudizio per sostenere le ordinanze di demolizione.
«Due pesi e due misure che, a quanto pare, stanno bene a tutta la maggioranza», concludono i consiglieri, richiamando ironicamente «la favola del mercante e del contadino».


