Tiene banco in città il caso delle tariffe dello scuolabus comunale, dopo che il Sindaco di Cori, De Lillis ha annunciato il 5 settembre, con un post su Facebook, la volontà di modificare la delibera di Giunta approvata lo scorso febbraio.
La questione era stata sollevata dai consiglieri di opposizione Germana Silvi, Aristide Proietti ed Evaristo Silvi, che con un’interrogazione del 2 settembre avevano denunciato aumenti fino al 66% per le famiglie più deboli, l’eliminazione delle esenzioni per chi è in carico ai servizi sociali e la cancellazione delle riduzioni per i figli oltre il primo.
Secondo le stime, il servizio di trasporto scolastico avrebbe un costo complessivo di 125mila euro, di cui circa 54mila coperti dalle tariffe a carico delle famiglie, lasciando alle casse comunali una spesa di circa 70mila euro.
Le critiche dell’opposizione
I consiglieri contestano al primo cittadino di aver sostenuto che “molti comuni stanno togliendo lo scuolabus”. «Non è vero – affermano – si tratta di un servizio essenziale per il diritto allo studio, sancito in Costituzione. Altri Comuni avranno trovato soluzioni più efficienti, non certo lasciato a piedi gli studenti come accade con gli scuolabus malmessi di Cori».
Nel mirino anche l’assessore al bilancio: «Va chiarito che lo scuolabus non è più classificato come servizio a domanda individuale, ma come servizio pubblico locale di supporto allo studio. Le tariffe devono essere calcolate in base ai costi reali e il Comune può prevedere la gratuità per le famiglie più disagiate».
Le richieste
L’opposizione attende ora la nuova delibera promessa dal Sindaco, che dovrebbe rimodulare le tariffe e reintrodurre forme di gratuità per le famiglie in maggiore difficoltà economica. Contestualmente i consiglieri chiedono una risposta puntuale alla loro interrogazione sui costi per voci di spesa, sull’andamento delle entrate e sul tasso di morosità, con particolare attenzione al recupero dei mancati pagamenti.
Le risorse alternative
Infine, una stoccata alla gestione delle finanze comunali: «Ci chiediamo se non fosse stato più opportuno destinare al servizio scuolabus – dichiarano Silvi, Proietti e Silvi – i circa 20mila euro spesi per il viaggio in Danimarca non coperto da fondi regionali, i 12mila euro l’anno destinati al Latium Festival, che già beneficia di finanziamenti esterni, o le risorse utilizzate per le numerose iniziative in cui il Comune figura come promotore».
La partita ora passa alla prossima delibera della Giunta, attesa dalle famiglie per capire se davvero ci sarà una revisione delle tariffe e una maggiore attenzione alle fasce sociali più fragili.






