Nuovo sviluppo nell’inchiesta per presunta corruzione che ha coinvolto amministratori, funzionari comunali e imprenditori a Cisterna di Latina. Il Tribunale del Riesame di Roma si è pronunciato sui ricorsi presentati dagli avvocati difensori di Renio Monti e Domenico Monti.
I giudici hanno deciso di sostituire gli arresti domiciliari per Renio Monti – consigliere comunale di Cisterna dimessosi dopo l’arresto – con la misura interdittiva del divieto di esercitare la professione di architetto per un anno.
Confermato invece l’obbligo di firma per il padre, Domenico Monti.
Le richieste della difesa
Durante l’udienza, gli avvocati Aldo Pomponi e Caterina Suppa avevano chiesto in via principale l’annullamento delle misure cautelari e solo in subordine la sostituzione dei domiciliari con una misura interdittiva.
Il Riesame ha quindi accolto parzialmente la richiesta, alleggerendo la posizione di Renio Monti ma mantenendo le misure per Domenico Monti.
I due filoni dell’indagine
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’inchiesta ruota attorno a due distinti episodi di presunta corruzione legati a pratiche urbanistiche.
Il primo riguarda la realizzazione di un fabbricato a destinazione mista commerciale e servizi. In base alle accuse, un imprenditore avrebbe ricevuto da due funzionari comunali l’indicazione di rivolgersi a uno specifico studio di architettura per la progettazione. In cambio della promessa di 75 mila euro – di cui 20 mila effettivamente versati – sarebbe stata garantita l’approvazione del progetto.
Il secondo episodio riguarda invece il pagamento di 40 mila euro da parte di un imprenditore a favore di un dirigente comunale per favorire l’approvazione di una pratica di ampliamento di un sito produttivo. Secondo l’accusa, il dirigente avrebbe espresso parere favorevole di regolarità tecnica pur essendo a conoscenza di irregolarità edilizie presenti negli immobili.
Le posizioni degli imprenditori
Per i due imprenditori coinvolti, David D’Ercole e Gabriele Califano, non è stata disposta alcuna misura cautelare nonostante la richiesta avanzata dagli inquirenti.
Secondo il giudice per le indagini preliminari, le loro condotte sarebbero state episodiche e circoscritte a singole situazioni, senza evidenziare un inserimento stabile nel presunto sistema corruttivo.
Le accuse della Procura
Nell’ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Latina Barbara Cortegiano lo scorso 16 febbraio vengono indicate esigenze cautelari nei confronti di Renio Monti, del dirigente comunale Luca De Vincenti, di Domenico Monti e dell’architetto Eleonora Boccacci.
Secondo il giudice, Monti e De Vincenti avrebbero abusato del ruolo ricoperto per ottenere vantaggi economici, mentre Domenico Monti e Boccacci avrebbero potuto sfruttare relazioni interne al Comune di Cisterna per influenzare l’attività amministrativa.
L’indagine della Guardia di Finanza
L’inchiesta è stata condotta dalla Guardia di Finanza del Comando provinciale di Latina, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Valentina Giammaria.
Le indagini, svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria guidato dal tenente colonnello Nicola Davide Lorenzo, hanno portato alla raccolta di elementi ritenuti gravi indizi di colpevolezza in relazione a presunte condotte corruttive legate alla gestione di pratiche urbanistiche nel Comune di Cisterna di Latina.






