Un Natale fuori dagli schemi, lontano da regali tradizionali e consumismo, per lanciare un messaggio chiaro e diretto: la natura non si vende. È questo lo spirito con cui il Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani ha annunciato l’organizzazione di un corteo a Nemi, in programma domenica 18 gennaio alle ore 10.
Il concentramento è previsto presso il Monumento di Benvenuto a Nemi, nello slargo di via Nemorense. Un appuntamento aperto a tutte le età, pensato come un gesto simbolico ma concreto di difesa del territorio dei Castelli Romani.
Secondo il Comitato, Nemi rappresenta uno dei luoghi più emblematici e allo stesso tempo più contraddittori dell’area. Da un lato, un comune di straordinaria bellezza paesaggistica; dall’altro, un territorio segnato da scelte che, a giudizio degli attivisti, hanno messo a rischio l’equilibrio ambientale. Al centro della protesta c’è il taglio del bosco alle Piagge, a cui il Comitato era profondamente legato, così come altri interventi analoghi avvenuti in zone sensibili come Fontana Tempesta.
Forte anche la preoccupazione per il Lago di Nemi, considerato dagli organizzatori un ecosistema fragile e prezioso, oggi minacciato da progetti turistici giudicati impattanti, anziché da politiche di tutela e recupero ambientale. Il Comitato sottolinea la responsabilità dell’amministrazione comunale nella salvaguardia del lago, che dovrebbe essere protetto come habitat naturale e sottratto a logiche di sfruttamento.
Il corteo viene descritto come panoramico e visivamente suggestivo, ma al tempo stesso “scomodo”, perché porta in strada una posizione netta: i boschi non si tagliano, si proteggono; i laghi non si sfruttano, si salvaguardano. Un messaggio che rifiuta l’idea della natura come merce e rivendica un diverso modello di gestione del territorio.
Per il Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani, questa mobilitazione rappresenta un vero e proprio atto di impegno civile. “Altro che lucine”, spiegano gli organizzatori, “il nostro Natale è fatto di lotta”. L’appuntamento del 18 gennaio vuole essere un momento di partecipazione collettiva, per ribadire che la difesa dell’ambiente passa anche attraverso la presenza attiva dei cittadini.


