Altro che visione, altro che programma a Frosinone il rimpasto di giunta rischia di complicare ancora di più i precari equilibri del Sindaco Mastrangeli. La politica sembra ormai ridotta a un esercizio di equilibrismo degno del miglior manuale Cencelli, riesumato e adattato ai tempi moderni pur di consentire all’esigua maggioranza di andare avanti. Ma per andare dove?
La crisi amministrativa che da settimane paralizza Palazzo Munari viene raccontata come “fase di confronto”, “ricomposizione”, “rilancio”. In realtà, a giudicare dalle indiscrezioni che circolano sempre più insistentemente, somiglia molto di più a una spartizione chirurgica di poltrone, deleghe e assessorati, con i cittadini relegati al ruolo di spettatori non paganti di un teatro dell’assurdo.
Secondo i rumors di Palazzo, in pole position per un ritorno in giunta ci potrebbe essere Alessandra Sardellitti o comunque una figura a lei direttamente riconducibile e vicina anche al consigliere Pallone.
Un’operazione che, guarda caso, aiuterebbe anche a spiegare il recente passaggio di Francesco Pallone nella Lista per Frosinone, in asse con Noi con Vannacci.
A farne le spese, sempre secondo le stesse indiscrezioni, potrebbe essere l’assessore Laura Vicano, che, nel rimpasto di giunta a Frosinone, verrebbe “accompagnata” fuori. Non si esclude però che possa essere recuperata nella segreteria del Sindaco.
Nel frattempo, potrebbe essere premiato come assessore alla Polizia Locale il consigliere Sergio Crescenzi, mentre resta fortemente in dubbio la tenuta della delega all’Urbanistica per il consigliere Carlo Gagliardi. E il Polo Civico? Per ora sembrerebbe fuori dalla partita.
Il quadro che emerge è quello di una maggioranza a geometrie variabili in cui il peso del singolo è più forte della visione collettiva. Un progetto politico mai decollato e che rischia di diventare un vero campo boario con Frosinone città che resta ferma con tutti i suoi problemi irrisolti.
E mentre si discute di chi entra, chi esce e chi cambia casacca, resta una domanda semplice, quasi banale: non sarebbe meglio dare voce ai cittadini con nuove elezioni?
Tornare al voto potrebbe essere una salvezza non solo per Frosinone, ma anche per lo stesso Mastrangeli, persona stimata in città, ma che da ormai due anni è costretto ad inseguire numeri sempre più risicati in consiglio comunale, prigioniero di equilibri fragili che impediscono un governo forte.
Una debolezza aggravata dai continui rimpasti, dalla ricerca spasmodica di maggioranze sempre diverse e spesso incoerenti, da un’amministrazione costretta a negoziare ogni singolo passaggio invece di governare. Un metodo che, nel tempo, ha finito per indebolire politicamente lo stesso sindaco, consumandone l’autorevolezza e riducendo al minimo la sua capacità di indirizzo.
Senza considerare che la crisi, che va avanti da ormai 18 mesi, è stata consumata e logorata nei rapporti interpersonali proprio dal Sindaco Mastrangeli con le sue scelte, il suo non decidere, ma soprattutto no saper ascoltare. Ora, a lui, è stato chiesto di sbrogliare la matassa, dimostrando di saper ascoltare e di saper guidare una coalizione, attorno ad un programma condiviso. COsa che non è riuscito a fare in questi anni.
Oggi, Frosinone ha bisogno esattamente del contrario, una guida solida, autorevole e legittimata dal consiglio comunale. Saprà farlo Riccardo Mastrangeli se i rumors parlano già di poltrone invece che di programma?



