Nel pomeriggio dell’11 agosto 2026 il Consiglio comunale di Colleferro ha discusso e approvato la prosecuzione del progetto di data center proposto dalla società Cobra Green Hyperscale srl, nonostante il parere negativo espresso dagli enti sovracomunali e una Relazione istruttoria che evidenzia numerose criticità ambientali e urbanistiche.
Il progetto prevede una variante al piano regolatore per trasformare 12 ettari di zona agricola non urbanizzata in un’area produttiva su via Casilina, al km 52,200, al confine tra i Comuni di Paliano e Segni. La localizzazione scelta è qualificata come ‘Paesaggio Agrario di Rilevante Valore’, vicina a aree archeologiche e attraversata da un corso d’acqua, caratteristiche che hanno portato forti rilievi da parte degli organi competenti. La Relazione istruttoria suggeriva infatti la necessità della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), procedura omessa dalla Regione Lazio e contestata in sede consiliare.
La maggioranza del Consiglio, sostenuta da un accordo bipartisan, ha respinto la proposta del gruppo Colleferro Protagonista di rinviare il voto per ulteriori approfondimenti. È stato invece approvato un ordine del giorno per proseguire con il progetto, con prescrizioni in parte già previste dalle normative.
Il data center sorgerà insieme a nuovi impianti fotovoltaici, per una potenza totale ridotta da 11,9 a 9,9 MW in un frazionamento giudicato artato per aggirare obblighi di legge. In totale, la produzione energivora necessiterà della futura sotto-stazione Terna di Anagni e coinvolgerà diversi Comuni.
Le preoccupazioni principali riguardano l’impatto ambientale cumulativo in un’area già compromessa dal SIN Valle del Sacco, con situazione ambientale critica per la qualità di aria e suolo. Mancano stime dettagliate sui consumi energetici e idrici, aspetto critico vista la natura idro-energivora dei data center e i frequenti disservizi idrici locali. L’associazione Colleferro Protagonista e il Comitato residenti Colleferro sottolineano inoltre la mancanza di una localizzazione alternativa e la necessità di chiarezza sull’interesse pubblico effettivo del progetto, prevalentemente privato.
Ina Camilli, portavoce del Comitato residenti, chiede al Sindaco Calamita di convocare un’assemblea pubblica per informare la cittadinanza sugli impatti reali e chiarire il ruolo del Comune nei prossimi passaggi autorizzativi.






