De Minimis, 100 milioni per le aree deindustrializzate, basteranno? Se lo chiede Lorenzo Fiorini esponente del PSI della Provincia di Frosinone in una sua riflesione.
“Sovente, quando le cose non vanno bene o si avvicina un avvicendamento corporativo, si rispolvera la storia degli “aerei di Mussolini”. Il Dpcm del 19 maggio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 219 del 20 settembre 2025, ne è l’ennesima riprova.” Dice Fiorini
“Tutto nasce dall’immobilismo politico della Giunta regionale guidata da Francesco Rocca e, gerarchicamente, dagli esponenti di governo eletti nel Basso Lazio, presi in contropiede dall’esclusione del Lazio dalla Zes.” Prosegue l’esponente socialista.
“La risposta? La riproposizione di una contribuzione in regime de minimis, facendo sponda con il Consorzio industriale del Lazio. Ma la drastica riduzione del piano industriale di Novo Nordisk ad Anagni, ufficializzata in questi giorni, pone ulteriori criticità e mette in luce lacune programmatiche evidenti a livello nazionale e regionale.” Sottolinea Fiorini.
Produzione industriale in calo per il terzo anno consecutivo
I numeri parlano chiaro: nel 2025 la produzione industriale italiana ha registrato un –0,9%, terzo anno consecutivo di flessione dopo il –2% del 2023 e il –4% del 2024. Una debolezza strutturale del comparto manifatturiero che non può essere ignorata.
“In questo contesto si inseriscono i “celebrati” 100 milioni di euro, con una ripartizione territoriale formalmente definita: 20 milioni per l’ex Cosilam, 20 milioni per l’ex Sud Pontino, 20 milioni per l’ex Roma-Latina, 20 milioni per l’ex Asi di Frosinone, 20 milioni per l’ex Consorzio della Provincia di Rieti” Evidenzia Fiorini
Il contributo massimo in de minimis è pari a 300.000 euro per domanda, nel rispetto dei requisiti di regolarità contributiva e fiscale. “Tradotto: 67 domande finanziabili per ciascun ex ente consortile, ipotizzando il contributo massimo.” Afferma Fiorini.
Restano fermi i parametri europei del de minimis: periodo di calcolo, concetto di impresa unica e trasparenza.
Può il de minimis risollevare Ciociaria e Pontino?
La domanda è inevitabile e la pone Fiorini: “Questo sostegno può davvero risollevare l’economia di un intero territorio come la Ciociaria o il Pontino?“
Anche perché è notizia di pochi giorni fa, hanno aderito al Consorzio Industriale anche Viterbo e Civitavecchia e sarebbero in animo di aderire anche Lariano e Velletri.
Nel frattempo, a Cassino lo stabilimento di Stellantis continua a ricorrere agli ammortizzatori sociali. Le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate nel Lazio nel 2025 hanno raggiunto quota 37.610.778, +57,2% rispetto al 2024 e oltre il dato del 2023.
“Numeri che pesano come macigni, nonostante gli annunci e le rassicurazioni del governo guidato da Giorgia Meloni.” Aggiunge l’esponente socialista.
Senza infrastrutture il Sud Lazio rischia il declino
“La situazione è grave. Senza interventi strutturali e un piano decennale di opere pubbliche infrastrutturali – in primis una rete autostradale che colleghi in modo efficace Cassino, Frosinone e Latina – il Sud del Lazio rischia un declino progressivo.” Afferma Lorenzo Fiorini
“Le province meridionali del Lazio, troppo spesso dimenticate e depredate, non possono essere affidate a misure tampone. Il de minimis può offrire ossigeno temporaneo, ma non può sostituire una vera politica industriale.” Sottolinea l’esponente socialista.
“Aggiungere altro sarebbe superfluo. Il futuro di Ciociaria e Pontino non può essere oggetto di operazioni cosmetiche. Servono visione, investimenti strutturali e una strategia di lungo periodo.” Conclude Fiorini


