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Home » Notizie » Politica » Esteri » Detenuto in Belgio Andrea Sommariva con problemi psichiatrici. L’appello di 24 parlamentari europei per il suo rilascio

Detenuto in Belgio Andrea Sommariva con problemi psichiatrici. L’appello di 24 parlamentari europei per il suo rilascio

RedazioneRedazione14/09/2024 ore 10:433 Mins Read Esteri Politica
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Andrea Sommariva, ragazzo genovese di 27 anni detenuto nel carcere di Hasselt in Belgio da quasi 4 mesi, è in attesa della sentenza del tribunale prevista per lui il prossimo lunedì 16 settembre.

E’ accusato del furto di alcune collanine durante un concerto. Il ragazzo è paziente psichiatrico e tossicodipendente.

Intorno a lui e ai suoi famigliari si è creata una forte mobilitazione che ha coinvolto amici, solidali, personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo, parlamentari italiani ed europarlamentari oltre a diverse associazioni.

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In molti ne chiedono la libertà immediata e la possibilità di poter tornare a curarsi, al di là dell’esito della sentenza per un reato che, se eventualmente commesso, sta già comportando una carcerazione preventiva che sta minando pesantemente la condizione psicofisica di Andrea.

Sono state da poco inoltrate oltre 1.000 firme a sostegno di questa richiesta ai Ministri degli Esteri competenti italiano e belga, agli ambasciatori in Italia e in Belgio, al Ministro di Giustizia belga ed altri rappresentanti istituzionali.

Nei giorni scorsi una lettera ai Ministri di Grazia e Giustizia e a quello degli Esteri italiani era stata inviata da Ilaria Cucchi, Ilaria Salis, Luigi Manconi, Giovanni Russo Spena, Cesare Antetomaso, Italo di Sabato.

Ieri ben 24 europarlamentari di vari partiti, sia italiani che non, ne hanno sottoscritta una seconda indirizzata oltre che ai Ministri della Giustizia belga e ai Ministri degli Esteri dei due stati, anche al Commissario Europeo per la Giustizia e per i Diritti Fondamentali e di Cittadinanza, tra i quali Camilla Laureti, Marco Tarquinio, Mimmo Lucano, Andrea Zan, Sandro Ruotolo, Cecilia Strada,

In questi giorni i famigliari hanno potuto finalmente raggiungere e parlare con Andrea per la prima volta durante un colloquio in carcere.

La situazione rimane preoccupante e il giudizio della Corte belga non è di per sé importante, ma è fondamentale che al di là dell’esito, le autorità della giustizia belga dispongano il rilascio del ragazzo detenuto perché ha già comunque scontato 4 mesi in cui non ha ricevuto cure e ne rischia 30 in tutto.

“Evidenziamo comunque la sproporzione tra il caso di un (eventuale) furto da poche decine di euro e altri metodi più raffinati, ma ben più consistenti, che portano personaggi molto più noti a non avere alcuna conseguenza sulla propria libertà personale.” Afferma il Comitato che si è costituito per la libertà di Andrea.

“Non si può tergiversare oltre, ne va della salute e della vita di un ragazzo di 27 anni e le autorità belghe che lo detengono ne hanno la responsabilità come quella nei confronti di ogni altra persona che si trova in carcere.”

“Le autorità italiane purtroppo finora non si sono distinte per il loro interesse nei confronti della vicenda come invece avvenuto in altri casi molto più famosi alle cronache e con reati accertati e accuse ben più pesanti.” precisa ancora il Comitato

“Evidentemente il sistema politico e giudiziario si muove sui “consueti” binari che tendono a tutelare le persone in base alla loro posizione sociale e non valutando quanto loro addebitato.”

“Se Andrea non dovesse essere immediatamente liberato e rimpatriato per essere curato dopo la sentenza del 16 settembre, siamo pronti a intensificare la mobilitazione.” Fa sapere il Comitato

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