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Home » Prima pagina » Frosinone, chi ha paura di Dheni Paris?

Frosinone, chi ha paura di Dheni Paris?

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa17/12/2025 ore 11:395 Mins Read Prima pagina
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Un falso profilo social, creato con l’evidente intento di denigrare uno dei cittadini più attivi e riconoscibili di Frosinone. Nel mirino è finito Dheni Paris, volto noto dei social locali, da tempo impegnato in una costante attività di denuncia delle criticità della città e della mala politica.

A Frosinone, Dheni Paris è ormai quasi un’istituzione. Attraverso la sua pagina social, ogni giorno porta alla luce problemi legati al decoro urbano, alla gestione del traffico e alla sicurezza, con particolare attenzione al quartiere Scalo. Proprio lì ha condotto una battaglia civica continua e capillare, spesso più incisiva e concreta di quella portata avanti dalla politica ufficiale.

Eppure, invece di riconoscimenti o ringraziamenti, negli ultimi giorni è comparso sui social un profilo fake denominato “Delinquent Paris”. Un account costruito ad arte, con una foto che ritrae Dheni Paris con una pistola in mano e accompagnato da un lungo post dai contenuti chiaramente calunniatori.

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Un dettaglio che rende l’operazione ancora più meschina è che le immagini utilizzate dal profilo falso provengono dagli stessi canali social di Dheni Paris. Si tratta di fotografie scattate durante alcune esperienze cinematografiche ai Caraibi, dove Paris ha vissuto per diverso tempo e ha partecipato a produzioni filmiche. Immagini decontestualizzate e strumentalizzate per costruire una narrazione distorta e offensiva.

Un episodio che apre interrogativi seri sull’uso dei social come strumento di intimidazione e delegittimazione, soprattutto nei confronti di chi sceglie di esporsi in prima persona per difendere la propria città.

Il profilo Delinquent Paris

L’accusa che viene mossa a Dheni Paris è quella, paradossale, di occuparsi dei problemi della città senza fare sconti a nessuno, né alla politica di destra né a quella di sinistra. Una posizione scomoda, evidentemente, per chi preferisce il silenzio.

Nel post anonimo Paris viene descritto come una persona violenta, con un’evidente forzatura legata alla sua pratica della boxe, sport nobile e regolamentato, e alla sua stazza fisica. A questo si aggiungono accuse gravissime e infondate che parlano di un presunto passato da estorsore e rapinatore.

Accuse che, se avessero anche solo un minimo di fondamento, non dovrebbero trovare spazio su una pagina fake e in un post anonimo, ma in un esposto formale alla Procura della Repubblica. Il fatto che ciò non sia avvenuto chiarisce la natura calunniatoria dell’operazione.

Nel post compaiono inoltre illazioni inaccettabili che coinvolgono anche il figlio e il nipote di Paris, quest’ultimo considerato una vera promessa del pugilato regionale, trascinati in una vicenda che nulla ha a che fare con loro.

“Il signor Paris si faccia un po’ gli affari suoi e lasci gestire questa città a chi è di dovere, senza che ogni volta attacchi persone con i suoi video inutili” si legge testualmente nel messaggio, scritto in un italiano approssimativo, che si chiude con una minaccia esplicita: “altrimenti la prossima volta la farò vergognare davvero”.

Eppure i fatti raccontano altro. Grazie alle battaglie social di Dheni Paris sul quartiere Scalo, l’amministrazione ha iniziato a intervenire per rendere la zona più vivibile e curata. È anche grazie ai suoi video, se le forze dell’ordine hanno intensificato la presenza sul territorio e se alcuni amministratori sono stati costretti a rimediare a opere realizzate in maniera tutt’altro che impeccabile.

L’elenco potrebbe essere lungo, ma i cittadini di Frosinone conoscono bene l’impegno civico di Dheni Paris. E se anche in gioventù possono esserci stati errori, oggi a parlare per lui è un certificato penale immacolato.

Un ulteriore elemento emerso riguarda il dialogo avvenuto via Messenger tra Paris e l’autore anonimo del profilo fake. Quest’ultimo avrebbe ammesso di aver utilizzato un computer non suo e una mail falsa per creare l’account “Delinquent Paris”, un dettaglio che la dice lunga sulla correttezza e sulla trasparenza dell’operazione.

Resta quindi una domanda centrale: chi è realmente infastidito dalle prese di posizione di Dheni Paris? Questo episodio sembra confermare che i suoi video e le sue denunce pubbliche stanno dando fastidio a qualcuno.

Dheni Paris, dal canto suo, non sembra intenzionato a fare passi indietro. Lo abbiamo contattato e, per nulla intimorito, ha dichiarato:
“Quello che faccio è solo nell’interesse esclusivo della città e dei cittadini di Frosinone. Non so se chi ha scritto quel post, o qualche pseudo politico, possa dire altrettanto. Io ho sempre messo la mia faccia nei video, nei post e nella vita di tutti i giorni. Chi si nasconde, evidentemente, la faccia non può metterla”.

E aggiunge:
“Il mio passato è conosciuto da tutti. Se una persona da giovane ha commesso qualche errore, questo non significa che oggi non possa essere diversa, consapevole e capace di mettersi a disposizione della collettività, come faccio da decenni”.

Ora la vicenda potrebbe finire all’attenzione della Polizia Postale, chiamata a risalire all’autore di quella che si potrebbe definire una pessima boutade, per darle finalmente un nome e un cognome. A Dheni Paris va la piena solidarietà umana e civile, con l’auspicio che continui le sue battaglie per Frosinone. Anche se, a ben vedere, non ha certo bisogno di incoraggiamenti.

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Eugenio Siracusa

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