← Torna a Prima pagina
Frosinone

Prove di sfiducia per il Presidente Luca Di Stefano. Ritirato il DUP in consiglio provinciale

Di Eugenio Siracusa • • Prima pagina

Prima pagina

Non sono giorni semplici per il presidente della provincia di Frosinone, Luca Di Stefano che ieri ha dovuto precipitosamente ritirare il DUP, il documento unico di programmazione, lo strumento che regola gli interventi della Provincia sul territorio ed attribuisce le risorse.

Pensava di potersela cavare come spesso fa a Sora, dove ricopre la carica di Sindaco, ma questa volta i consiglieri provinciali gli hanno dato l’aut-aut.

E’ stato proprio il vicepresidente Cardinali di FDI a porre il problema durante il consiglio provinciale. All’ordine del giorno era previsto la discussione e l’approvazione del DUP provinciale, un documento importante e che determina le scelte, anche finanziarie dell’ente su tutto il territorio.

Il presidente Luca Di Stefano

Il Presidente Di Stefano, però, non ha fatto i conti con i consiglieri provinciali, che di approvare un documento calato dall’alto non ci pensano proprio e glielo hanno fatto notare senza troppi giri di parole.

Un documento che il presidente Di Stefano ha messo all’ordine del giorno e portato in aula senza un confronto con i gruppi consiliari. Per questo motivo il vicepresidente durante il consiglio ha invitato il presidente a ritirare il punto all’ordine del giorno e di convocare una serie di riunioni per approfondire il documento e laddove necessario, apportare degli accorgimenti.

Di fatto l’intero consiglio provinciale si è ritrovato nelle parole del vicepresidente Cardinali convenendo sulla necessità di rinviare la discussione a dopo un confronto di merito con i partiti. Una richiesta di rinvio all’unanimità dei consiglieri provinciali presenti.

Così Luca Di Stefano ha dovuto fare di necessità virtù ed ha ritirato il DUP, promettendo una serie di riunioni di approfondimento per riportare il documento in aula a fine agosto, cosa abbastanza improbabile viste le ferie di mezzo.

Di fatto sono state le prove generali per la sfiducia al Presidente della Provincia, la cui sopravvivenza politica è appesa ad un filo, almeno fino a questo momento. Un chiaro segnale politico che di fatto mira a ridimensionare sia Di Stefano, sia il suo cerchio magico.

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →