Corriamo. Ogni giorno. Senza sosta.
Pensateci. Lo facciamo continuamente, e quando non corriamo ci sentiamo fuori dal mondo: come se non gli appartenessimo, come se stessimo venendo meno a un dovere esistenziale.
Poi, quando siamo costretti a fermarci, ci rendiamo conto che il mondo continua a girare, e noi a vivere, in un tempo diverso, più lento, più vero. Più nostro.
Allora, senza nessun tipo di costrizione, per un deliberato atto di libertà, prendetevi dieci minuti: il tempo d’un cortometraggio. Sedetevi e godetevi lo spettacolo: sta per iniziare la ventunesima edizione del Dieciminuti Film Festival.
La ventunesima edizione del DFF
L’ingresso è gratuito e l’appuntamento è fissato: dal 19 maggio al 23 maggio 2026, ilDream Cinema di Frosinone ospiterà la 21esima edizione del più importante evento cinematografico della provincia ciociara.
Il DFF21, organizzato come ogni anno dall’associazione culturale Indiegesta, è un palcoscenico di interesse internazionale. Solo quest’anno, l’evento ha ricevuto 838 opere da tutto il mondo per essere valutate.
Ad esprimere il verdetto saranno due giurie.
La giuria ufficiale sarà presieduta da Vanessa Cremaschi, giornalista e critica cinematografica. Insieme a lei, valuteranno Serenella Bozhanaj, Elena Sofia Vitali, Valentina Giudici, Paola Tiberia, Zaira Spaziani Testa e Simona Bruni.
La giuria animazioni sarà invece presieduta da Valeria Valentini e affiancata dagli studenti del Liceo Artistico “A. G. Bragaglia”.

Le opere in concorso
Il concorso comprende le sezioni “Selezione Ufficiale“, “Extralarge”, “Animazioni” e “DOC10“, a cui si affianca “Visti da Vicino“, dedicata agli autori del territorio. Di seguito, l’elenco completo delle opere selezionate.
Selezione Ufficiale
175 – Sepehr Nosrati (Svezia)
Ann’s Secret – Yu Syun Wu (Taiwan)
Candy Bar – Nash Edgerton (Australia)
Dolly Make-up – Giuliana Boni (Italia)
El Viaje – Fabiola Campos (Messico)
Hold On – David Barbieri (Italia)
Le faremo sapere – Beppe Tufarulo (Italia)
Pasta Alfredo – Leila Noee (Iran)
Rise Up – Caterina Salvadori (Italia)
Silencios – Yago Casariego (Spagna)
Summer Triangle – Maryam Esmaeili, Ali Babai (Iran)
Tras el Telón – Yangxi Chen (Spagna)
Extralarge
Agapito – Arvin Belarmino, Kyla Romero (Filippine)
América – Javier Augusto Arias-Stella (Perù)
Choice – Marko Crnogorski (Macedonia del Nord)
Conception – Fabricio D’Alessandro (Spagna)
Familiar Stranger – Ace Mahbaz (Regno Unito)
Happy Snaps – Tyro Heath (Regno Unito)
In Person Only – Tereza Vejvodová (Repubblica Ceca)
Kad svane – Stefan Ivančić (Serbia)
Le Bateleur – Jennifer Fanjeaux (Francia)
Le Dérapage – Aurélien Laplace (Francia)
Maram: Between Shadow & Light – Samer Beyhum (Libano)
Oltre la collina – Andrea Maddalena Bernardi (Italia)
Pálpito – Marisa Crespo, Moisés Romera (Spagna)
Punter – Jason Adam Maselle (Sudafrica)
Transumanza – Giovanni Bertoia (Italia)
Animazioni
Following The Line – Jia-Yee Ong (Taiwan)
In Gaza Pietas – Diego Monfredini (Italia)
Intermission – Milo Bonnard (Francia)
Pobre Marciano – Alex Rey (Spagna)
Presqu’îles / Peninsula – Sarah Vanhoeck, Angèle Vergoni (Belgio)
Profitable Place – Alex Maximov (Bielorussia)
Red Apple – Worya Nick Manesh, Maryam Hashemnezhad (Iran)
Retirement Plan – John Kelly (Irlanda)
Sana – Manuel Larios (Perù)
Sea of Hope – Jubrail Abubaker Rahman (Iraq)
DOC10
A Vineyard Cinderella – Vassilis Loules (Grecia)
Davide Ghiotto – Dalla pista al ghiaccio – Riccardo Dresseno (Italia)
La Fenêtre – Lucas Ortiz Estefanell (Spagna)
Protegiendo Nuestro Territorio – Christopher Boulton (Perù)
Visti da Vicino
L’Uomo di Krypton – Next Game – Danilo Colonna (Italia)
La Valigia – Simone Ignagni, Mattia Viselli (Italia)
Oltre il mare – Antonio Lanni (Italia)
We belong to the street – Matteo Mariani (Italia)
Riprendersi il tempo
Il tema di questa edizione è chiaro: riflettere su come torniamo ad abitare il tempo, scegliendo dove dirigere attenzione ed energie.
Riecheggerà una domanda potentissima nelle sale del Dream Cinema: chi scandisce il ritmo delle nostre giornate?
Siamo ancora padroni del nostro tempo? Della nostra vita? O qualcun altro, qualcos’altro, per noi, ci muove?
Fermarsi è l’arma più potente di cui disponiamo, oggi, per vincere questa lotta contro la grigia, piatta, vuota frenesia della modernità.
Così, un cortometraggio diviene uno strumento di riflessione e di rivalsa: uno specchio comune per tutti, entro il quale ognuno possa ritrovare se stesso, nella sua diversità e unicità. Un’opportunità da non farsi sfuggire, per non fuggire più. Perché il bello non pretende rincorsa; e se è una bella vita che vogliamo, allora non ci rimane che sederci e, lentamente, guardare.







