Nel Lazio, la gestione della disabilità grave è ancora ostacolata da una forte frammentazione dei servizi, da processi burocratici complessi e da un’assistenza domiciliare considerata inadeguata. Il recente Rapporto del progetto “Salute integrata per tutti”, promosso da Cittadinanzattiva Lazio con il supporto di Viatris e presentato presso il Consiglio regionale, mette in luce criticità strutturali che penalizzano sia i pazienti che i loro caregiver.
Secondo l’analisi, il sistema sanitario regionale soffre di mancanza di coordinamento e risorse limitate, elementi che generano insoddisfazione diffusa e incidono sulla continuità delle cure. Dall’indagine svolta tra 246 operatori sociosanitari nel Lazio, emerge la necessità di andare oltre l’approccio esclusivamente clinico, promuovendo una presa in carico integrata che comprenda anche supporto psicologico e risposte ai bisogni sociali delle famiglie.

I caregiver, in prevalenza donne, riportano come principali problemi le lunghe liste d’attesa (25,7%) e le difficoltà di trasporto (22,9%). Ne risulta una complessità nell’accesso alle cure e un aggravio del carico assistenziale. Da qui la richiesta di un rafforzamento dell’assistenza domiciliare, vista come possibile soluzione sia alle barriere logistiche che a quelle psicologiche.
Gli operatori rilevano una domanda elevata di terapie riabilitative (21,7%), assistenza medica continuativa (17,2%) e supporto psicologico (20,4%). Le proposte di miglioramento puntano su maggiore integrazione tra servizi sociosanitari (22,5%), potenziamento dell’assistenza domiciliare (22,2%) e servizi di supporto psicologico e riabilitativo più accessibili.
Nel territorio permangono forti disuguaglianze: nella ASL RM 3 la carenza dei servizi è particolarmente critica, mentre in altre aree i problemi riguardano più l’organizzazione e la mancanza di informazioni. Cittadinanzattiva sollecita una riforma dei servizi che metta al centro la persona e favorisca percorsi uniformi su tutto il territorio.
Antonello Aurigemma, Presidente del Consiglio regionale, sottolinea: “Soltanto attraverso l’ascolto e il confronto con chi ha veramente il polso della situazione, è possibile dare le giuste risposte… L’obiettivo è quello di garantire omogeneità di cure e percorsi uniformi, senza differenze territoriali, attraverso anche una semplificazione delle procedure burocratiche.”
Elio Rosati, segretario regionale Cittadinanzattiva Lazio, aggiunge: “Questa sfida deve vedere tutti i soggetti uniti nel lavoro di squadra per garantire servizi che vanno ritagliati sulle singole persone e sulle loro famiglie.” Giuseppe Quintavalle, direttore generale Asl Roma 1, conclude: “Dobbiamo puntare a semplificare l’accesso ai servizi, abbattere le barriere logistiche e costruire insieme percorsi che non siano solo terapeutico-riabilitativi ma anche socio-sanitari.“


