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Roccasecca, voltura dell’AIA per la discarica di Cerreto: Fiorini (PSI) chiede chiarezza alla Regione

Di Redazione • • • Editoriali

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Lorenzo Fiorini

Discarica di Cerreto, a Roccasecca, nuova polemica sulla gestione dei rifiuti in Ciociaria. A sollevare il caso è Lorenzo Fiorini del PSI, che interviene sulla Determinazione regionale n. G12011 del 4 settembre 2026, pubblicata sul BURL dell’8 settembre, con la quale la Regione Lazio ha autorizzato la voltura dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) della discarica per rifiuti non pericolosi in località Cerreto, trasferendone la titolarità dalla Mad S.r.l. alla Newco Roccasecca S.r.l.

La decisione arriva a pochi giorni dall’emergenza legata all’incendio della Remat e riaccende, secondo Fiorini, il tema della gestione dei rifiuti e delle prospettive ambientali della provincia di Frosinone.

«Il destino è cinico e baro – afferma Fiorini – Non si è spenta l’eco dell’incendio della Remat che si riapre un altro inquietante fronte dall’altrettanto, se non più preoccupante, impatto socio-ambientale: la discarica di Cerreto nel territorio di Roccasecca».

La voltura dell’AIA e le domande sulla Newco

Il dirigente socialista concentra la propria attenzione soprattutto sulla nuova titolarità dell’autorizzazione ambientale e chiede alla Regione di chiarire quale sia la prospettiva legata alla Newco Roccasecca S.r.l.

«Perché?», si domanda Fiorini, mettendo in discussione l’opportunità della decisione regionale e chiedendo di conoscere «chi c’è dietro alla Newco Roccasecca Srl» e quali siano i progetti per il futuro dell’impianto.

Le domande del PSI riguardano anche la programmazione regionale complessiva del ciclo dei rifiuti, alla luce delle criticità che stanno interessando diversi segmenti della filiera.

Il nuovo Piano regionale di gestione dei rifiuti 2026-2031 individua infatti Roccasecca tra i quattro principali siti di discarica dell’ATO 1, indicando per il territorio un ampliamento in corso relativo al Bacino V, con una capacità prevista di 450 mila metri cubi. Lo stesso Piano indica l’obiettivo di ridurre drasticamente il ricorso alla discarica, fino a non superare il 6% dei rifiuti urbani prodotti entro il 2031.

«Cosa dobbiamo aspettarci?»

È proprio la coesistenza tra la strategia regionale di riduzione del conferimento in discarica e le vicende autorizzative del sito di Cerreto a essere posta al centro dell’intervento.

Fiorini richiama inoltre la situazione della SAF e sostiene che, se l’impianto ha raggiunto l’obiettivo del mancato conferimento in discarica, sarebbe necessario chiarire le ragioni della nuova operazione autorizzativa.

Da qui una serie di interrogativi rivolti al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca: «Come pensa il governatore Rocca di gestire l’imminente crisi dei rifiuti plastici, vista la precaria operatività del Corepla? Sa delle ripercussioni e della portata di quanto sta succedendo su questo fronte? Ha già dettato linee guida per scongiurare drammatiche conseguenze?».

Il precedente della Remat e il timore di nuove emergenze

Nel suo intervento, Fiorini collega la vicenda di Roccasecca alle recenti criticità ambientali e industriali della provincia, richiamando in particolare il caso Remat e altre vertenze che, secondo il rappresentante del PSI, evidenzierebbero la necessità di una programmazione più tempestiva sulle emergenze ambientali e sociali.

«Non è necessario un sillogismo aristotelico per fare due più due», afferma Fiorini, secondo il quale «ancora una volta, il futuro di questo territorio è messo in discussione».

Nel mirino finiscono anche la desertificazione industriale, la situazione occupazionale e la fuga dei giovani. Un quadro che, nella lettura politica del PSI, rischierebbe di rendere la Ciociaria sempre più esposta a compromessi e fragilità.

«La tutela della Ciociaria non si fa a parole»

La conclusione dell’intervento è un appello alla mobilitazione dei cittadini e alla difesa del territorio.

«La tutela della Ciociaria non si fa a parole», sostiene Fiorini, invitando la popolazione «a non transigere e a non cedere di un millimetro nella difesa dei diritti costituzionali».

Il rappresentante del PSI chiede quindi alla Regione Lazio maggiore chiarezza sulla destinazione della discarica di Cerreto e sulle prospettive della nuova società titolare dell’AIA, inserendo la vicenda nel più ampio dibattito sul futuro del sistema dei rifiuti nel Lazio e sulle ricadute ambientali e sociali per la provincia di Frosinone.

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