Nello scacchiere delle presenze nel consiglio provinciale non può che balzare agli occhi l’assenza di consiglieri del comune di Sora. Una vera disfatta per i citadini, ma soprattutto per i consiglieri, se la si rapporta al peso del territorio. Eppure alla vigilia sembrava che almeno due di questi avrebbero potuto ambire agli scranni di Palazzo Iacobucci.
Invece alla fine della fiera, nessuno di questi è riuscito nell’intento di rivestire la carica di consigliere provinciale. Le alleanze extra partito e la “regia” del presidente Di Stefano non hanno per nulla pagato, anzi hanno certificato proprio l’esatto contrario.
Così Lino Caschera che si sentiva forte del sostegno del suo partito, essendo nella segreteria dell’assessore regionale Ciacciarelli e anche di un “pacchetto” di voti di Luca Di Stefano, è entrato in conclave Papa, ma è uscito Cardinale. Indentica situazione per il consigliere di Forza Italia Valter Tersigni che, dalle voci bene informate, avrebbe avuto il sostegno di Di Stefano e anche di Massimiliano Tagliaferri presidente del consiglio di Frosinone, è entrato in conclave Papa, ma ne è uscito Cardinale.
Di Stefano ne ha sbagliate due su due, un record, chiaramente in negativo. Così la cosiddetta “soranità” tanto evocata nella campagna elettorale è andata a farsi benedire e i 2400 voti ponderati pure. Sora quindi resta senza rappresentanti provinciali, ma tra le persone che hanno partecipato a questa competizione elettorale, almeno uno si salva.
Parliamo del consigliere Giuseppe Musto, che ha ottenuto la ragguardevole cifra di 2400 voti ponderati, tanti quelli disponibile del comune di Sora, tanti quelli raccolti da Lino Caschera.
Appare evidente che questa affermazione costruita con una lista civica, ma con una precisa presenza sul territorio, dimostra che sono i rapporti chiari e la credibilità a prevalere.
Il flop dell’ambiguità di Luca Di Stefano è certificato. Non è riuscito neanche a far eleggere l’unica consigliera donna nelle liste del PD, Antonella Di Pucchio da Isola del Liri e a malapena è riuscito nell’intento di far eleggere Luigi Vittori da Ferentino, ma soprattutto perchè Vittori era portato dalla nomenclatura del partito democratico e quindi il peso di Di Stefano non è stato particolarmanete influente.
Sora non avrà nessun consigliere e resta solo con la presenza del Presidente Luca Di Stefano che a sua volta ha un mandato a scandenza, visto che molto probabilmente non sarà ne indicato, ne tanto meno votato, alle elezioni di fine anno che eleggeranno il prossimo presidente della Provincia di Frosinone.







