Nella Giornata del Fiocchetto Lilla, dedicata alla sensibilizzazione sui disturbi alimentari, Monica Campoli condivide pubblicamente la propria esperienza con anoressia, bulimia e binge eating. La sua testimonianza mette in luce la complessità di queste patologie, spesso vissute nel silenzio e nella solitudine, e invita chi soffre a non sentirsi solo e a chiedere aiuto.
Campoli racconta: “Ho vissuto anoressia, bulimia e binge eating. Per anni ho combattuto una battaglia silenziosa, spesso invisibile agli occhi degli altri“. Sottolinea come i disturbi alimentari siano “malattie profonde e complesse, che spesso restano nascoste dietro sorrisi e vite che, da fuori, sembrano normali. Dentro, però, si combatte ogni giorno una guerra“.
Il suo percorso terapeutico è iniziato con il supporto del Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare della ASL di Frosinone, riferimento importante per il territorio. Dopo una fase di accompagnamento, Campoli ha affrontato otto mesi di ricovero presso la clinica Villa Pia di Guidonia Montecelio, un centro specializzato riconosciuto come luogo di rinascita per tante persone. “Sono stata dimessa da appena un mese,” spiega, “e il centro della ASL continua a seguirmi, rappresentando un punto di riferimento fondamentale e un’eccellenza per chi affronta queste patologie”.
Ringraziamenti speciali vengono riservati alle professioniste che l’hanno seguita nel percorso: “Desidero ringraziare la psichiatra Dott.ssa Caperna, la psicoterapeuta Dott.ssa Borrelli, la dietista Dott.ssa Feola, la Dott.ssa Colaiacomo, la responsabile Dott.ssa Marzella, e tutto il resto dell’équipe, compreso il personale del front office che ogni giorno accoglie, segue e sostiene tante altre persone”.
Campoli richiama l’attenzione sulla necessità di informazione corretta, risorse adeguate e un reale impegno istituzionale su questo fronte: “I fondi destinati alla prevenzione e alla cura dei disturbi alimentari sono ancora insufficienti. La Giornata del Fiocchetto Lilla non dovrebbe essere solo un momento simbolico, ma anche un impegno concreto”.
Il racconto si rivolge direttamente a chi sta vivendo la stessa situazione: “Non siete soli. Anche quando sembra impossibile, chiedere aiuto può essere il primo passo per ricominciare”. Monica Campoli continua il suo percorso ogni giorno e spera che la condivisione della sua storia possa aiutare chi ancora lotta.







