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Home » Notizie » Editoriali » Domenica 6 ottobre presidio al Comune di Nemi per salvare il lago “Servono azioni concrete” afferma il Comitato protezione Boschi

Domenica 6 ottobre presidio al Comune di Nemi per salvare il lago “Servono azioni concrete” afferma il Comitato protezione Boschi

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa03/10/2024 ore 07:306 Mins Read Ambiente Editoriali
Il lago di Nemi
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Domenica 6 ottobre tutti a manifestare sotto il Comune di Nemi. Questa l’iniziativa, già anticipata dal Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani nei giorni scorsi e che è stata rilanciata in queste ore.

La situazione del lago di Nemi che ha perso ben dieci metri di livello di profondità, rispetto ai 34 originari verte in serissimo pericolo. Le continue captazioni legali ed illegali, le perdite d’acqua pari al 78% che non arrivano nelle case ma si sversano lungo il tragitto, l’utilizzo di una fonte idrica come se fosse inesauribile, una assenza di intervento e di programmazione, stanno veramente mettendo a rischio la sopravvivenza del lago stesso.

Le associazioni, tra cui Italia Nostra, Madre Talea, Brigata Messalla, sono attive da tempo per la salvaguardia del territorio dei Castelli e dei Laghi di Nemi e Castel Gandolfo, non trovando però nella politica una sponda.

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Due settimane fa oltre 250 cittadini, provocatoriamente, hanno fatto una catena umana tyrasportando dei secchi di acqua che sono stati svuotati simbolicamente nel lago di Nemi.

Una azione sia dimostrativa ma di sensibilizzazione. L’amministrazione comunale ha reso nota la costituzione di una cabina di regia con gli enti del territorio e regionali, una proposta già avanzata a luglio e che si sta concretizzando solo ora.

Ma tutto ciò non basta, così il Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani, ha deciso di procedere con la manifestazione sotto il comune di Nemi.

“Il “Comitato per la protezione dei boschi dei Colli Albani” invita la popolazione a scendere di nuovo in piazza, stavolta a Nemi, per continuare la battaglia a difesa dei laghi le cui acque stanno diminuendo pericolosamente e per contrastare i progetti di speculazione che incidono pesantemente all’interno del “Parco dei Castelli Romani”. Si legge in una nota, diramata dal Comitato.

“La riuscitissima “secchiata” ha simbolicamente iniziato a far capire alle istituzioni che la cittadinanza non tollera più il loro disinteresse verso dei laghi che si stanno prosciugando sotto i nostri occhi.”

“Peggio ancora, oltre a non far nulla per salvare lo Specchio di Diana, l’amministrazione sta iniziando progetti di attività commerciali per attrarre turismo di consumo che nuocciono gravemente al mantenimento del delicato ecosistema del lago di Nemi, così come purtroppo già avvenuto per quello di Albano.” Prosegue la nota del Comitato

“Si è sbandierato orgogliosamente sui giornali locali la volontà di creare “Il parco urbano della conca del lago” con “Centro Canoa” (più che altro uno stabilimento con annesso pub e movida), area ristorazione, attrezzi ginnici e pedane a bordo lago. Noi vogliamo che il lago di Nemi resti naturale e che i soldi pubblici vengano investiti per non farlo sparire anziché regalarli ai privati che creano attività altamente impattanti“. Sottolinea il Comitato Protezione Boschi.

“E’ significativo che, anche stavolta, il sindaco di Nemi Bertucci sia intervenuto a mezzo stampa poche ore prima della secchiata indicendo un tavolo tecnico con responsabili politici ed – alcuni – enti specifici. Riteniamo incredibile che solo ora sia stata fatta la convocazione di un tavolo tecnico che, in altri ambiti, spesso si è anche rivelato poco concreto, e ci sembra assurdo che sia stato indetto per individuare “””le cause del progressivo abbassamento del lago e la pianificazione di interventi immediati per arginare il fenomeno””. Aggiunge il Comitato.

Un momento della "secchiata" di due settimane fa
Un momento della “secchiata” di due settimane fa

Le cause dell’abbassamento della falda sono note a tutti gli enti preposti.

“Il sindaco di Nemi ricopre questo ruolo dal 2012: se 12 anni non sono serviti per comprendere quali sono i motivi principali dell’abbassamento del livello delle acque, bastava andare sui siti ISTAT ed ACEA che parlano per il comune lacustre di una dispersione del 78% dei prelievi idrici, di un consumo di 110 mc l’anno di acqua per abitante e di prelievi al 100% effettuati da fonti locali (quelle che alimentano il lago). Si potrebbe cominciare dal capire perché nulla è stato fatto per evitare tale situazione. In tutto ciò, risalta l’assenza dell’Ente Parco dei Castelli Romani, neanche invitato dal sindaco e silente in merito” Continua il Comitato Protezione Boschi dei Colli Albani.

“Vogliamo chiedere di essere ascoltati, durante il tavolo tecnico, in quanto da tempo ci stiamo occupando della situazione e siamo molto preoccupati, come tanti cittadini Andremo anche a chiedere conto della mancata attuazione del tanto sbandierato “Contratto di falda” che impegnava le amministrazioni locali, comune di Nemi ed Ente Parco inclusi, ad attivarsi per la tutela dei laghi.” Puntualizza il Comitato che aggiunge

“Chiediamo la Dichiarazione dello Stato di Emergenza dei laghi ed azioni immediate che si possono fare già applicando alcune direttive regionali esistenti. Pretendiamo il blocco di progetti speculativi turistici, il controllo e il fermo degli emungimenti idrici irregolari.” Precisa la nota del Comitato che di fatto declina una vera e propria piattaforma ambientalista.

“I piani edilizi comunali, la perdita del 65% delle acque prelevate dall’unica falda dei Castelli, il disboscamento degli 8.000 ettari di Parco, il disinteresse fatto sistema sono i veri problemi. E’ inutile appellarsi, in questo caso, al cambiamento climatico: sicuramente la siccità e il caldo aggravano la situazione, ma i motivi principali sono molto evidenti e già studiati.” Aggiunge la nota.

“In questo quadro già terribile, non c’è alcuna giustificazione per il disboscamento per una nuova conduttura idrica dal lago di Albano ad Ariccia, né tantomeno si può immaginare che ACEA prelevi ulteriori centinaia di migliaia di metri cubi di acqua l’anno per i sistemi interni all’inceneritore di Santa Palomba che vorrebbe costruire.” Continua ancora la nota del Comitato riferendosi al progetto del Comune di Roma sull’inceneritore.

“Per questo e per molto altro, compresa la vergognosa variante al PRG che trasforma un vivaio di un’area boscata in un benzinaio “di pubblica utilità” su via dei Laghi, invitiamo tutti a scendere in piazza a Nemi domenica 6 ottobre alle ore 10 ed in piazza ad Albano contro la minacciata costruzione dell’inceneritore sabato 12 ottobre.” Conclude la nota del Comitato Protezione Boschi

Al termine del presidio di Nemi, l’ass.ne “Madre Talea” organizzerà un pranzo sociale e una piantumazione dell’orto invernale in permacoltura a cui si può partecipare comunicando la propria presenza tramite contatti via social-media o alla mail madretalea@gmail.com

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Eugenio Siracusa

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