Un documento “chiaro, concreto e non negoziabile” rivolto a tutte le candidate e a tutti i candidati alle prossime elezioni comunali. Il Coordinamento Ambientalista dei Castelli Romani presenta ufficialmente il Decalogo per la tutela del territorio, della salute e dei beni comuni, lanciando un messaggio netto: “O si aderisce integralmente, o non è tutela del territorio. Basta greenwashing”.
Il territorio dei Castelli Romani e il Parco Naturale dei Castelli Romani – si legge nel documento – vivono una fase di crescente fragilità tra crisi climatica e idrica, perdita di biodiversità, pressione urbanistica, consumo di suolo e gestione inadeguata dei rifiuti.

Le tre priorità non negoziabili
Il Decalogo individua tre assi fondamentali che definiscono, secondo il Coordinamento, il perimetro minimo di credibilità per qualsiasi proposta amministrativa che si dichiari attenta all’ambiente.
1. Stop all’incenerimento e nuova gestione dei rifiuti
Riduzione a monte, riuso, raccolta differenziata di qualità e riciclaggio vengono indicati come unica strada coerente con la tutela della salute e con un’economia realmente circolare.
Ogni ipotesi di incenerimento viene definita “incompatibile con la vocazione ambientale dei Castelli Romani”.
2. Stop definitivo alla cementificazione
Il consumo di suolo – sottolineano i firmatari – aggrava il rischio idrogeologico, compromette la ricarica delle falde e riduce la resilienza climatica.
“Senza suolo vivo non esiste sicurezza idrica, e senza tutela del suolo non esiste futuro per il Parco”.
3. Trasparenza e partecipazione reale
Le scelte su ambiente, salute e pianificazione territoriale devono essere pubbliche, tracciabili e partecipate. La trasparenza amministrativa e il coinvolgimento strutturato dell’associazionismo vengono indicati come condizioni essenziali di buona amministrazione.
Un impegno collettivo e verificabile
Il Decalogo nasce dal lavoro condiviso di associazioni ambientaliste, culturali e civiche del territorio, impegnate da anni nella difesa di paesaggio, boschi, risorse idriche e biodiversità.
Le realtà firmatarie si impegnano a:
- monitorare le posizioni delle candidate e dei candidati;
- rendere pubbliche adesioni e mancate adesioni;
- vigilare sull’attuazione degli impegni assunti;
- promuovere informazione e consapevolezza tra i cittadini.
“Non si tratta di un documento simbolico, ma di uno strumento di verifica democratica”, precisano.
“Senza impegni concreti, niente fiducia”
Nel mirino del Coordinamento anche quella che viene definita la stagione degli slogan “green” non seguiti da atti concreti.
“Chi non aderisce integralmente a tutte le proposte del Decalogo non può dichiararsi rappresentativo del mondo ambientalista dei Castelli Romani. Non esistono mezze scelte su consumo di suolo, rifiuti, acqua, boschi e salute pubblica”.
Lo slogan scelto per accompagnare l’iniziativa è chiaro:
“Senza impegni concreti, niente fiducia. Il territorio non aspetta.”
Il Coordinamento invita tutte le forze politiche a esprimersi pubblicamente e senza ambiguità, ribadendo che difendere i Castelli Romani e il loro Parco naturale “non è una questione ideologica, ma una responsabilità verso le generazioni presenti e future”.
Hanno partecipato alla stesura del Decalogo: Legambiente Appia Sud Il Riccio, DLF Dopolavoro Velletri, La Spinosa per l’Ambiente, Diakronica, Equincontro, Aprilia Libera, Ecoistituto, Comitato Scientifico Castelli Romani, Ambientalisti e Antispecisti.



