A distanza di alcuni giorni dall’esito delle elezioni comunali Genzano, il Partito Comunista Italiano interviene con una lunga analisi politica firmata dal segretario della sezione locale, Virgilio Seu, sulle cause che hanno portato alla vittoria del centrodestra, definita «una sconfitta storica» per la città.
Nel documento il PCI sostiene di aver atteso le valutazioni delle forze del centrosinistra prima di esprimere una propria posizione, rilevando però l’assenza di una riflessione pubblica sulle responsabilità politiche del risultato elettorale.
«La destra ha vinto per gli errori del centrosinistra»
Secondo Virgilio Seu, la vittoria del centrodestra non sarebbe riconducibile a un cambiamento dell’orientamento politico della città, ma piuttosto agli errori commessi dalle forze progressiste e moderate durante la campagna elettorale.
Il segretario del PCI attribuisce la sconfitta a una gestione amministrativa giudicata distante dai cittadini e alla mancata costruzione di un’alternativa unitaria capace di competere con il candidato del centrodestra.
Tra le critiche mosse vi è anche quella rivolta alla precedente amministrazione comunale, accusata di essersi progressivamente allontanata dal confronto con la cittadinanza.
La proposta delle “Primarie del cambiamento”
Nel documento viene ricordata la proposta avanzata dal Partito Comunista Italiano di organizzare le cosiddette “Primarie del cambiamento”, con l’obiettivo di individuare un candidato sindaco unitario tra le forze alternative sia al centrosinistra sia al centrodestra.
Secondo il PCI, il mancato accordo tra le diverse liste civiche e progressiste avrebbe favorito la frammentazione del voto, impedendo la costruzione di una coalizione competitiva.
Per questo motivo il partito spiega di aver scelto di non presentare una propria lista alle elezioni comunali, ritenendo che un’ulteriore candidatura avrebbe contribuito ad aumentare la dispersione dei consensi.
Le critiche dopo il primo turno
Nell’analisi firmata da Seu vengono contestate anche le decisioni assunte dopo il primo turno.
Il PCI giudica un errore il mancato apparentamento del candidato del centrosinistra con le altre forze che avevano raccolto complessivamente oltre il 30% dei voti, sostenendo che quella scelta abbia compromesso le possibilità di successo al ballottaggio.
Il documento critica inoltre alcune forze politiche che non avrebbero dato indicazioni di voto contro il centrodestra e richiama l’accordo raggiunto da una delle coalizioni con la nuova maggioranza.
L’appello antifascista e la bandiera della Palestina
Il Partito Comunista Italiano ricorda di aver lanciato, in vista del ballottaggio, un appello al voto antifascista, pur ribadendo la propria autonomia politica rispetto al centrosinistra.
Nella parte finale del documento il PCI commenta anche uno dei primi atti simbolici della nuova amministrazione comunale. Pur giudicando corretto il ripristino della bandiera italiana sul monumento ai Caduti di piazza Frasconi, il partito critica la decisione di rimuovere dal balcone del municipio la bandiera della Palestina, esposta in segno di solidarietà con il popolo palestinese.
«Genzano ha una storia di antifascismo»
Il segretario Virgilio Seu conclude il proprio intervento richiamando la tradizione politica e sociale della città, ricordando le lotte dei braccianti agricoli, la resistenza al fascismo e il ruolo storico di Genzano come punto di riferimento della sinistra nei Castelli Romani.
Il PCI rivolge infine un appello ai cittadini affinché riflettano sull’esito delle elezioni e si impegnino a ricostruire un percorso politico e civile coerente con la storia della comunità genzanese.







