In vista delle elezioni provinciali di Latina, del prossimo 15 marzo per il rinnovo del presidente di via Costa, il Partito Democratico ribadisce una scelta di continuità e responsabilità amministrativa. A intervenire è Omar Sarubbo, segretario provinciale del Pd, che chiarisce la posizione dei dem sul futuro dell’ente.
«La Provincia non è un trofeo politico né una bandierina da piantare – afferma Sarubbo – ma deve continuare a essere la Casa dei Comuni al servizio del territorio. È questo il modello che abbiamo costruito in questi anni e che intendiamo difendere».
Secondo il segretario provinciale, il dibattito politico che accompagna la fase pre-elettorale «appare stanco e ripetitivo», troppo concentrato sugli equilibri di potere e poco sui bisogni concreti delle comunità locali. «Da destra – aggiunge – arrivano appelli prevedibili all’unità dello schieramento che governa il Paese, come se la Provincia fosse l’ultimo tassello del loro sistema di potere. Il vero tema, invece, non è a chi appartiene l’ente, ma a cosa serve».
Sarubbo rivendica i risultati raggiunti nel corso del mandato del presidente Gerardo Stefanelli, sostenuto anche dal Pd, nonostante un quadro istituzionale caratterizzato da competenze ridotte e risorse limitate. «Grazie a una gestione responsabile e a una costante ricerca di sintesi in Consiglio provinciale – sottolinea – è stato possibile ottenere risultati concreti».
I numeri, secondo il segretario dem, parlano chiaro: oltre 47 milioni di euro investiti nell’edilizia scolastica attraverso il PNRR, con 43 interventi avviati, e 13,2 milioni di euro stanziati nell’ultimo bilancio per la manutenzione di 750 chilometri di strade. La Provincia di Latina è diventata inoltre un modello a livello nazionale grazie al Protocollo per la sicurezza e la legalità negli appalti, con l’introduzione del badge elettronico di cantiere.
Tra gli altri risultati citati figurano il riconoscimento UNESCO della Via Appia, la creazione di un marchio provinciale per il turismo, i progetti di educazione civica europea con l’Istituto Spinelli e le battaglie sociali per il salario minimo e la tutela dell’occupazione nelle crisi industriali, come quella di Stellantis.
Un capitolo centrale riguarda la difesa dei Comuni sul fronte del servizio idrico. «La Provincia – rivendica Sarubbo – è stata un argine istituzionale contro i tentativi di Fratelli d’Italia e Lega di aumentare in modo spropositato le bollette di Acqualatina e di imporre un aumento di capitale penalizzante per le casse comunali». Un lavoro avviato dall’ex presidente Carlo Medici e proseguito con determinazione dall’attuale amministrazione.
Sul piano istituzionale, il segretario del Pd richiama infine il tema della riforma delle Province. «La riforma Delrio è rimasta un’incompiuta. Le Province vivono da anni in un limbo: svuotate di deleghe, risorse e del suffragio universale, ma ancora centrali nella gestione del territorio. Come ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, non possono essere destinate a una transizione eterna».
«Per questo – conclude Sarubbo – penso che le Province debbano tornare a essere pienamente elettive, con funzioni chiare e risorse certe. Nell’immediato, però, serve continuità. Mi auguro che il presidente Stefanelli voglia dare nuovamente la propria disponibilità a proseguire questo percorso. Se così sarà, ritengo debba avere il pieno sostegno del Pd per continuare il buon lavoro svolto, mirando a un futuro in cui siano di nuovo i cittadini a scegliere direttamente i propri rappresentanti».





