L’ultima ondata di maltempo ha riportato alla luce una realtà che nel Sud Pontino è ormai cronica: dai rubinetti continua a uscire acqua torbida e non potabile. Una situazione che viene puntualmente definita “emergenza”, ma che secondo Potere al Popolo – Sud Pontino è il risultato di oltre vent’anni di scelte sbagliate e di una gestione privata fallimentare del servizio idrico.
Secondo il movimento, non si tratta di eventi eccezionali, ma della conseguenza diretta di infrastrutture fatiscenti e di una gestione che privilegia il profitto alla qualità del servizio.
La denuncia: profitti milionari e condotte che perdono acqua
Nel mirino finisce Acqualatina, il gestore del servizio idrico, accusato di chiudere bilanci in attivo con milioni di euro di utili mentre le reti idriche continuano a deteriorarsi.
«È inaccettabile – denuncia Potere al Popolo – che un’azienda che gestisce un bene primario come l’acqua dichiari profitti mentre dai rubinetti esce fango». Una domanda su tutte: dove finiscono quei soldi, se non nella manutenzione e nel miglioramento del servizio?
Bollette sempre più care per un servizio che non funziona
A peggiorare il quadro, bollette considerate insostenibili a fronte di un servizio definito “da terzo mondo”. Tra le criticità segnalate:
- Pressione idrica insufficiente, che costringe molte famiglie a installare autoclavi a proprie spese, trasformando un diritto in una tassa occulta;
- Perdite idriche superiori al 70% in alcune zone, mentre ai cittadini viene chiesto di “risparmiare acqua”;
- Business sull’acqua, considerata dal movimento un diritto umano e non una merce.
Nel frattempo, molte famiglie sono costrette ad acquistare acqua imbottigliata anche per l’uso quotidiano più basilare.
Le richieste di Potere al Popolo: “Fuori i privati dall’acqua”
La presa di posizione è netta. Potere al Popolo – Sud Pontino chiede:
- Ripubblicizzazione immediata del servizio idrico, con l’uscita dei privati e il ritorno al controllo pubblico e popolare;
- Investimenti reali e immediati per rifare le reti idriche, utilizzando gli utili esclusivamente per migliorare il servizio;
- Risarcimenti in bolletta per i giorni di mancata erogazione e per i danni causati dall’acqua torbida.
“L’acqua è un bene comune, non una merce”
Il comunicato si chiude con un messaggio chiaro: la pazienza dei cittadini è finita. «La vostra gestione è un insulto – afferma il movimento – la nostra risposta sarà la mobilitazione».
Un tema, quello dell’emergenza idrica nel Sud Pontino, che continua a pesare sulla qualità della vita di migliaia di persone e che torna con forza al centro del dibattito politico e sociale del territorio.






