Per quale motivo esisterebbe una pista russa, da seguire nell’esplosione del reparto della KNDS di Colleferro? A insospettire gli investigatori l’attività dei bot di Mosca, ossia i profili automatici finti che si azionano su input di un algoritmo, i quali nelle ultime 72 ore hanno “festeggiato” sui social quello che è avvenuto e Colleferro e le televisioni di Mosca che hanno dato ampio risalto a quanto avvenuto.Â
Da qui parte l’ipotesi della pista russa sulla quale la Procura di Velletri sta seguendo l’evoluzione, per cercare di capire se esistono dei collegamenti tra l’esplosione e i commenti dei social russi.
Per ora parliamo solo di ipotesi, nel frattempo la Procura della Repubblica di Velletri ha aperto un fascicolo su questa vicenda e si attendono, nei prossimi giorni, gli sviluppi dell’indagini e i rilievi e le relazioni fatte subito dopo l’esplosione. Al vaglio degli inquirenti diverse piste. Nel frattempo sarebbero stati ascoltati dai magistrati i vertici aziendali e il personale presente al momento dell’esplosione nello stabilimento della KNDS.
I carabinieri del Ris hanno prelevato campioni di materiali da esaminare in laboratorio. Tra questi sarebbe presente anche la gelatina, un esplosivo ad alto potenziale. Prima dell’esplosione c’è stato un incendio e per questo motivi i militari stanno esaminando le telecamere di sorveglianza e celle telefoniche della zona per verificare se qualche estraneo sia entrato nella fabbrica.
Nel frattempo anche il COPASIR sta seguendo l’evolversi della vicenda con grande attenzione. Il Ministro Crosetto ha però smentito l’ipotesi della pista russa, ritenendo che il problema sia legato a fattori interni allo stabilimento.
Stabilimento che però era chiuso e quindi bisognerà capire bene cosa sia successo nel reparto pressatura polveri, come sia stato possibile lo sviluppo di un incendio e la successiva esplosione che ha scosso il circondario e la cui esplosione è stata vista da chilometri di distanza.
Intanto ARPA Lazio e la ASL sono state chiamate per fare i rilevamenti del caso e capire se materiali inquananti siano stati trasporati nei territori circostanti e quale sia oggi il livello di inquinamento dopo l’esplosione.
Il sindaco di Colleferro, Calamita, al riguardo ha detto. “Propendo per l’ipotesi accidentale: è stato un semplice, brutto incidente, come tra l’altro ci é stato comunicato”. Riferendosi all’esplosione e poi ha rassicurato i cittadini sui valori di inquinamento.
“La preoccupazione è normale, ma le considerazioni ambientali che Arpa Lazio dovrebbe trasmetterci a breve lasciano comunque uno spiraglio di tranquillità , visto il mancato riscontro di elementi inquinanti, contrariamente a quanto affermato da molti. I dati sono allineati e non è stato registrato il benché minimo incremento degli inquinanti dopo l’incidente. A bruciare è stato infatti il nitrogel, un composto di nitroglicerina che non contiene sostanze chimiche né cloro . Non si è sviluppata in alcun modo nemmeno la diossina”. Ha detto il sindaco di Colleferro.
Aggiungendo ancora: «il confronto che avremo con Arpa nei prossimi giorni ci farà capire se servono ulteriori indagini. Sappiamo, intanto, che non sono state riscontrate fonti di pericolo immediato: ce lo hanno fatto capire anche i vigili del fuoco intervenuti sul posto senza maschere né protezione, come le altre forze ordine nei giorni anche successivi. Ai cittadini preoccupati dico, quindi, che tutte le istituzioni e coloro che si devono muovere si sono mossi subito e non ci sono elementi che ci possano preoccupare».






