Un esposto alla Procura di Cassino è stato presentato il 22 luglio 2026 dall’avvocata Francesca Ingino, del Foro di Cassino, in relazione alla diffusione di un video pubblicato da Roberto Vannacci, generale di divisione dell’Esercito Italiano ed eletto al Parlamento Europeo nel 2024.
Il video, successivamente circolato attraverso diversi canali di informazione e social network, ha suscitato attenzione per i messaggi e i simboli presenti al suo interno. Proprio su questi elementi si concentra l’iniziativa dell’avvocata Ingino, che ha chiesto alle autorità competenti di verificare l’eventuale presenza di profili penalmente rilevanti.
I contenuti dell’esposto
Secondo quanto riportato nell’atto, l’attenzione viene posta sull’utilizzo di simboli storicamente associati a specifiche ideologie politiche e sulla rappresentazione di alcuni scenari che, secondo la segnalazione, potrebbero essere interpretati come una forma di istigazione all’odio nei confronti di persone che si riconoscono in tali simboli.
L’esposto alla Procura di Cassino non rappresenta, tuttavia, un accertamento di responsabilità. La finalità dichiarata dall’avvocata Ingino è quella di sottoporre i fatti all’attenzione della magistratura affinché siano le autorità competenti a valutare l’eventuale sussistenza di reati.
“Nessuna volontà di ledere la reputazione”
Nel comunicato diffuso a corredo dell’iniziativa, l’avvocata Ingino precisa che l’atto è finalizzato esclusivamente a richiedere gli opportuni accertamenti e che non vi sarebbe alcuna volontà di ledere la reputazione di persone specifiche.
La stessa comunicazione sottolinea inoltre che non vengono espressi giudizi definitivi sui fatti oggetto della segnalazione né attribuite responsabilità penali. L’obiettivo dichiarato è informare l’opinione pubblica dell’iniziativa intrapresa e della richiesta di verifica rivolta alla magistratura.
La fiducia nella magistratura
L’avvocata Francesca Ingino ribadisce infine la propria fiducia nell’operato della Magistratura, richiamando al contempo il rispetto dei principi di libertà di espressione e di tutela della dignità di ogni individuo.
Spetterà dunque agli organi competenti valutare i contenuti segnalati e stabilire se sussistano o meno eventuali profili di rilevanza penale.