Tiene ancora banco ad Artena la vicenda legata al raddoppio dello stabilimento Fassa Bortolo, una questione che da oltre un anno e mezzo genera tensioni, proteste e un crescente clima di incertezza per la popolazione. A riaccendere il dibattito è Umberto Proietti, segretario del Comitato cittadino No Bruciatori Fassa, che con una nota durissima accusa la sindaca Silvia Carocci di “inerzia” e “mancata tutela della salute pubblica”.
Secondo Proietti, l’azienda starebbe proseguendo senza ostacoli nei lavori di ampliamento, mentre l’Amministrazione comunale rimarrebbe “immobile e incapace di intervenire”, deludendo le aspettative di quei cittadini che avevano riposto fiducia nel nuovo corso politico per fermare quello che definiscono un “impatto ambientale devastante” per Artena e i comuni limitrofi.

Proietti richiama gli articoli 9 e 41 della Costituzione
Nel suo intervento, Proietti cita direttamente la Costituzione italiana, puntando il dito contro quella che considera una violazione degli obblighi istituzionali.
«L’articolo 9 tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi nell’interesse delle future generazioni – afferma – mentre l’articolo 41 vieta l’iniziativa privata che rechi danno alla salute e all’ambiente. Permettere i bruciatori significa tradire questo mandato».
Il segretario del comitato sostiene che l’Amministrazione stia scaricando su altri enti la responsabilità di fermare i lavori, producendo così “uno stato di stress continuo per i cittadini”.

“La salute viene prima dei posti di lavoro”
Proietti contesta anche le giustificazioni economiche legate al progetto: «Si parla di 18 posti di lavoro, forse 60. Ma la salute è primaria. Lo sviluppo può venire da agricoltura sana, non da impianti che mettono a rischio il territorio».
Secondo il comitato, il rapporto tra benefici economici e potenziali impatti ambientali sarebbe “sproporzionato” e tale da rendere necessario uno stop immediato ai lavori.
Accuse pesanti e una chiusura sibillina
Il tono si fa ancora più duro quando Proietti afferma: «Non voglio pensare che ci siano accordi politici con chi è sponsorizzato da Fassa: sarebbe l’unica spiegazione».
Una frase che lascia intendere sospetti su presunti condizionamenti esterni, pur senza citarli esplicitamente.
Le istituzioni tacciono
A rendere ancora più tesa la situazione è il silenzio delle istituzioni.
Secondo quanto afferma Proietti:
- la Procura di Velletri non avrebbe fornito aggiornamenti;
- la Regione Lazio non avrebbe ancora espresso una posizione ufficiale;
- il sopralluogo richiesto ai dirigenti del Comune di Artena non sarebbe stato effettuato.
Una paralisi che alimenta ulteriormente la preoccupazione dei residenti e del comitato.
Una vicenda che resta aperta
La questione Fassa Bortolo continua dunque a dividere la comunità di Artena e a sollevare interrogativi su salute, sviluppo e tutela del territorio.
Mentre i lavori proseguono, i cittadini attendono risposte dalle istituzioni e una presa di posizione chiara su un progetto che, secondo i comitati, rischia di segnare in modo irreversibile il futuro ambientale dell’area.


