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Home » Notizie » Prima pagina » Fassa Bortolo ad Artena, Proietti attacca la sindaca Carocci: “Immobilismo davanti a un impatto ambientale devastante”

Fassa Bortolo ad Artena, Proietti attacca la sindaca Carocci: “Immobilismo davanti a un impatto ambientale devastante”

Eugenio SiracusaEugenio Siracusa21/11/2025 ore 07:303 Mins Read Artena Prima pagina
Umberto Proietti
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Tiene ancora banco ad Artena la vicenda legata al raddoppio dello stabilimento Fassa Bortolo, una questione che da oltre un anno e mezzo genera tensioni, proteste e un crescente clima di incertezza per la popolazione. A riaccendere il dibattito è Umberto Proietti, segretario del Comitato cittadino No Bruciatori Fassa, che con una nota durissima accusa la sindaca Silvia Carocci di “inerzia” e “mancata tutela della salute pubblica”.

Secondo Proietti, l’azienda starebbe proseguendo senza ostacoli nei lavori di ampliamento, mentre l’Amministrazione comunale rimarrebbe “immobile e incapace di intervenire”, deludendo le aspettative di quei cittadini che avevano riposto fiducia nel nuovo corso politico per fermare quello che definiscono un “impatto ambientale devastante” per Artena e i comuni limitrofi.


Proietti richiama gli articoli 9 e 41 della Costituzione

Nel suo intervento, Proietti cita direttamente la Costituzione italiana, puntando il dito contro quella che considera una violazione degli obblighi istituzionali.

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«L’articolo 9 tutela ambiente, biodiversità ed ecosistemi nell’interesse delle future generazioni – afferma – mentre l’articolo 41 vieta l’iniziativa privata che rechi danno alla salute e all’ambiente. Permettere i bruciatori significa tradire questo mandato».

Il segretario del comitato sostiene che l’Amministrazione stia scaricando su altri enti la responsabilità di fermare i lavori, producendo così “uno stato di stress continuo per i cittadini”.


Che ne sarà dei pascoli e dell’agricoltura quando entrerà in funzione il nuovo stabilimento Fassa?

“La salute viene prima dei posti di lavoro”

Proietti contesta anche le giustificazioni economiche legate al progetto: «Si parla di 18 posti di lavoro, forse 60. Ma la salute è primaria. Lo sviluppo può venire da agricoltura sana, non da impianti che mettono a rischio il territorio».

Secondo il comitato, il rapporto tra benefici economici e potenziali impatti ambientali sarebbe “sproporzionato” e tale da rendere necessario uno stop immediato ai lavori.


Accuse pesanti e una chiusura sibillina

Il tono si fa ancora più duro quando Proietti afferma: «Non voglio pensare che ci siano accordi politici con chi è sponsorizzato da Fassa: sarebbe l’unica spiegazione».

Una frase che lascia intendere sospetti su presunti condizionamenti esterni, pur senza citarli esplicitamente.


Le istituzioni tacciono

A rendere ancora più tesa la situazione è il silenzio delle istituzioni.

Secondo quanto afferma Proietti:

  • la Procura di Velletri non avrebbe fornito aggiornamenti;
  • la Regione Lazio non avrebbe ancora espresso una posizione ufficiale;
  • il sopralluogo richiesto ai dirigenti del Comune di Artena non sarebbe stato effettuato.

Una paralisi che alimenta ulteriormente la preoccupazione dei residenti e del comitato.


Una vicenda che resta aperta

La questione Fassa Bortolo continua dunque a dividere la comunità di Artena e a sollevare interrogativi su salute, sviluppo e tutela del territorio.

Mentre i lavori proseguono, i cittadini attendono risposte dalle istituzioni e una presa di posizione chiara su un progetto che, secondo i comitati, rischia di segnare in modo irreversibile il futuro ambientale dell’area.

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Eugenio Siracusa

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