Fassa Bortolo Artena: due territori vicini, due approcci amministrativi profondamente diversi. Sul delicato dossier che riguarda l’impianto industriale, il confronto tra i Comuni di Cori e Artena è ormai evidente e alimenta un acceso dibattito politico e istituzionale.
Mentre a Cori l’amministrazione comunale ha scelto la strada del confronto aperto, ad Artena – secondo quanto denuncia il Circolo di Forza Italia – prevale una linea improntata al silenzio e alla mancata assunzione di responsabilità pubblica. Un atteggiamento che, secondo i firmatari, rischia di incidere su territorio, ambiente e salute dei cittadini.
Nel caso specifico, il Comune di Cori, guidato dal sindaco Mauro De Lillis, ha deciso di impugnare gli atti amministrativi, ricorrere alle vie giudiziarie, informare costantemente la cittadinanza e difendere in modo esplicito le ragioni del proprio territorio, anche quando le sentenze non sono risultate pienamente favorevoli. Una scelta definita “di trasparenza e responsabilità”, che ha posto il tema al centro del dibattito pubblico.

Scenario opposto ad Artena. Qui, viene ricordato, una Commissione Urbanistica ha formalmente richiesto controlli, documentazione dettagliata e chiarimenti sul Permesso di Costruire collegato al PAUR, oltre a verifiche sul campo. Richieste verbalizzate e ufficiali che, secondo la denuncia politica di Forza Italia, non avrebbero ricevuto alcuna risposta concreta: nessuna relazione pubblica, nessun controllo reso noto nei tempi richiesti, nessuna presa di posizione ufficiale.
Una situazione che, per il Circolo di Forza Italia, non rappresenta un semplice aspetto tecnico, ma una vera e propria scelta politica, o quantomeno una grave assenza di indirizzo. E questo nonostante, ad Artena, non manchino figure istituzionali di rilievo: un comandante della Polizia Locale con un curriculum di livello nazionale, un funzionario dell’Ufficio Tecnico nominato dall’amministrazione e una sindaca che, in passato, quando sedeva all’opposizione, denunciava con forza la mancanza delle Commissioni consiliari.
Oggi, sottolineano i firmatari, le Commissioni esistono ma restano inascoltate. Da qui una serie di interrogativi che restano aperti: chi governa realmente i procedimenti amministrativi ad Artena? La politica esercita il proprio ruolo o si limita a osservare? Perché alle richieste formali non segue una risposta pubblica?
Sulla vicenda Fassa Bortolo il confronto con Cori diventa quindi inevitabile. Da una parte un Comune che sceglie di esporsi, anche affrontando il costo del conflitto istituzionale; dall’altra un’amministrazione che, secondo la denuncia, preferirebbe non disturbare e non chiarire. Un atteggiamento che appare ancor più critico se messo a confronto con la rapidità dei controlli che, giustamente, vengono effettuati nei confronti dei singoli cittadini.
“Il silenzio non protegge il territorio, non tutela i cittadini e non mette al riparo neppure le imprese”, si legge nella nota politica. Non si chiedono processi mediatici, ma atti amministrativi, controlli e risposte chiare, perché – viene ribadito – lo sviluppo senza controllo non può essere definito sviluppo. Da questo nasce il confronto sulla diversa modalità di operare sulla vicenda Fassa Bortolo tra Cori e Artena.
La conclusione è netta: governare significa assumersi la responsabilità di decidere e spiegare. Cori, secondo i promotori della denuncia, lo sta facendo. Artena, al momento, no. La domanda finale resta sospesa: fino a quando?


