Le millenarie città fortificate Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli unite, sono tra le dieci finaliste candidate al titolo, ambito a dir poco, di Capitale italiana della Cultura 2028. Ed ora potranno dire la loro per la vittoria finale.
Ieri, dopo l’annuncio delle dieci promosse, la notizia ha fatto il giro del web incassando le lodi di tanti che amano questa terra, la Ciociaria in cerca di riscatto in ambito turistico e le risorse, le testimonianze storiche e culturali, non mancano di certo (semmai i servizi sono da migliorare). Orgogliosi e felici i sindaci delle quattro città erniche protagoniste e unite nel progetto “Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce”, Caperna (Veroli), Cianfrocca (Alatri), Fiorletta (Ferentino) e Natalia (Anagni).
«Un risultato di assoluto rilievo per il nostro territorio – commenta il sindaco di Ferentino, Piergianni Fiorletta – che conferma la forza di una visione comune: valorizzare l’identità delle Città Erniche e trasformare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico in un volano di crescita culturale, sociale ed economica. Essere tra le dieci finaliste significa accedere alla fase decisiva: la candidatura ora sarà presentata in audizione pubblica davanti alla commissione del Ministero della Cultura (a febbraio, ndr), un momento determinante in cui potremo esprimere appieno la qualità della proposta e la capacità di fare sistema tra istituzioni e territori. Un sentito ringraziamento agli altri sindaci coinvolti nel progetto, ai tecnici e ai professionisti che hanno contribuito alla costruzione della candidatura con competenza e dedizione. Un riconoscimento speciale al dott. Antonio Ribezzo, promotore dell’istanza di candidatura, e all’ing. Pietro Scerrato per il contributo».
Anche il presidente della Provincia di Frosinone, Luca Di Stefano ha speso parole di elogio: «Apprendere che il progetto “Hernica Saxa”, che vede unite le città di Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, figura tra le dieci finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028, è motivo di profonda soddisfazione per tutta la provincia di Frosinone. Questa candidatura non è solo il riconoscimento di un patrimonio millenario, fatto di storia, arte e tradizioni, ma soprattutto la testimonianza di una visione collettiva che lega in modo innovativo un intero territorio in progetto di crescita culturale, sociale ed economico».


