Ferentino, tutta imbandierata a festa, sta per entrare nel culmine dei festeggiamenti patronali in onore di Sant’Ambrogio martire e l’atmosfera che si respira è particolare.
Atteso che l’apice delle celebrazioni quest’anno coincide con il weekend, dal 30 aprile al 3 maggio, è previsto il pienone in città; sono attesi, oltre ai fedeli, anche tanti forestieri e turisti per l’occasione. Intanto è tutto un fermento e l’ardore non coinvolge soltanto la parte religiosa, ovviamente, ma anche gli amministratori locali, le varie associazioni, la Pro loco, protezione civile e Cri, forze dell’ordine, polizia locale e addetti alla sicurezza.
Sono pronti i circa 200 “incollatori” (nella foto) appartenenti alle varie confraternite cittadine. Diversi di essi hanno concluso il “noviziato” per diventare “aggregati” o “effettivi” ed altri iniziano, è un alternarsi che non finirà mai per attaccamento al proprio patrono. Sussistono regole rigorose per poter incollare Sant’Ambrogio. Quest’anno la nutrita pattuglia in tonache e mozzette colorate, avrà l’onore e l’onere di trasportare a spalla, per le vie della città, la venerata statua di Sant’Ambrogio sulla storica, artistica e imponente macchina processionale restaurata e più splendente. Loro hanno un compito di notevole importanza. Il proprio impegno, le loro fatiche sono impagabili e la città tutta apprezza ed esprime gratitudine per questa amata figura storica.
Quest’anno è poi la prima volta del nuovo vescovo diocesano subentrato a mons. Ambrogio Spreafico, ovvero l’arcivescovo Santo Marcianò. Molto probabilmente il 1° maggio, quando percorrerà le strade di Ferentino davanti alla statua patronale in processione, qualche brivido lo avvertirà anche mons. Marcianò al cospetto della folla di fedeli che si assieperanno, come sempre, ai bordi di strade e nelle piazze, tra urla di giubilo e applausi, al transito del lungo corteo religioso e della statua equestre di Sant’Ambrogio: «Per me, che vivo quest’anno per la prima volta, la festa del nostro Santo Patrono come vostro Vescovo, questo momento ha un significato particolare: è come entrare più profondamente nella storia e nel cuore di questa chiesa, lasciandomi guidare dalla fede che qui si è custodita e trasmessa nel tempo». L’arcivescovo presiederà la messa solenne il 1° maggio in Duomo alle 10, per poi partecipare alla processione alle 11 (rientro previsto alle 14 circa). La sera prima (19,45) partirà dalla Cattedrale l’altra processione con le reliquie del martire.
Il primo atto importante e sempre emozionante, particolarmente atteso e seguito dalla popolazione, ci sarà la mattina del 30 aprile in Cattedrale e in piazza Duomo entrambe puntualmente gremite di gente e di fedeli per assistere all’esposizione di Sant’Ambrogio (ore 11), al termine della messa presieduta da mons. Giovanni Di Stefano, decano del Capitolo Cattedrale e concelebrata da don Giuseppe Principali ed altri sacerdoti. Lo stesso dicasi per la reposizione della statua il 2 maggio a sera.






