Una rilevante cerimonia che mette al centro il Cardinale Ennio Filonardi già vescovo di Ferentino e il patrono Sant’Ambrogio martire, si svolgerà domattina, lunedì 11 maggio, ore 11, nella Cattedrale del SS. Giovanni e Paolo di Ferentino.
Parteciperà all’evento intitolato “Il Vescovo Ennio Filonardi e la devozione a S. Ambrogio martire Patrono di Ferentino”, l’Arcivescovo Santo Marcianò, oggi vescovo delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri. Dopo la celebrazione della santa messa da parte di mons. Marcianò (nella foto con il protettore di Ferentino, processione del 1 maggio 2026), seguirà una conferenza storico-religiosa. Parteciperanno all’appuntamento predisposto dall’associazione “Card. Ennio Filonardi”, patrocinato dal Comune, la famiglia Filonardi di Ferentino e il sindaco Piergianni Fiorletta.
Dalla professoressa Biancamaria Valeri, memoria storica della città, che siamo certi non mancherà in Cattedrale, si apprende quanto segue: «La consueta processione del 1° maggio si ripete ogni anno a Ferentino dal 1639, anno in cui avvenne la ricognizione delle reliquie di Sant’Ambrogio in Cattedrale, dove le sue spoglie riposavano dal IX secolo». Dalla medesima fonte ineccepibile, acquisiamo che fu decretata proprio dal vescovo Filonardi, era domenica 1 maggio 1639, la solenne processione di ringraziamento per quello che fu considerato un miracolo e da quella data si solennizzò il patrocinio sulla città ogni 1 maggio fino ad oggi.
«Prima di tale evento – spiega la prof.ssa Valeri – non si festeggiava S. Ambrogio con processioni, ma con cerimonie religiose il 16 agosto data del martirio; mentre il Comune con i “festaroli” organizzava palio e fiere, ma sempre nel mese di agosto, il 15 e 16. La processione indetta da mons. Ennio Filonardi ebbe il carattere di ringraziamento e di patrocinio, di fedeltà al martire. Contemporaneamente doveva essere “penitenziale”. I fedeli che parteciparono al corteo del 1° maggio 1639, dovevano recitare il rosario e meditare sulla vita, passione e morte di Ambrogio martire, dovevano pentirsi dei propri peccati e convertirsi a una vita più cristiana. Un rito lungo 387 anni. Sant’Ambrogio è nei nostri cuori e questa fede e devozione non sarà mai scardinata».





