Il 25 settembre prossimo, Marco Ferrara presidente facenti funzioni del Consiglio comunale ha convocato alle ore 12 la conferenza dei capigruppo per decidere la data del prossimo consiglio comunale, che dovrebbe coincidere con il 1 ottobre. Al primo punto dell’ordine del giorno è prevista l’elezione del presidente del Consiglio Comunale, di due vice presidente e di due segretari, da eleggere trai consiglieri comunali. Poi tante variazioni di bilancio e due varianti al prg per i parcheggi di via Licino Refice e via Maria.
Ma è indubbio che l’arogmento principale resta l’elezione del presidente d’aula. Un problema spinoso diventato un unicum in Italia, visto che da dopo le dimissioni di Massimiliano Tagliaferri sono passati ormai quattro mesi e la maggioranza non è riuscita a fare nessuna sintesi al riguardo. Anzi proprio la partita per l’elezione del presidente del consiglio ha aperto un braccio di ferro tra le forze presenti in giunta, che sta dilaniando la maggioranza oltre che i rapporti interpersonali.
A mostrare i muscoli c’è Antonio Scaccia sempre più Futuro Nazionale, nei modi e nell’approccio con i partner della coalizione. Sue sono le pregiudiziali verso l’assegnazione delle deleghe della polizia locale a Identità Frusinate che al posto del dimissioniario Massimo Sulli, aveva avanzato formalente la nomina di Gianluca Di Trocchio.
Sono passati due mesi e il sindaco Riccardo Mastrangeli non ha ancora risposto alla pec inviata dalla lista civica nata proprio in soccorso del sindaco.
Antonio Scaccia sostiene Marco Ferrara come persona destinata a diventare presidente d’aula ma ad oggi non è mai riuscito ad ottenere il quorum dei 17 voti favorevoli. Da qui il braccio di ferro è diventato più aspro. Nel frattempo ha incassato l’adesione a Futturo Nazionale proprio dell’ex assessore alla polizia locale Massimo Sulli e il sostegno di Marco Ferrara e Sergio Crescenzi che hanno invece creato un gruppo autonomo Mani Libere.
Gli stessi Ferrara e Crescenzi in queste ora sarebbero andati dal sindaco Mastrangeli per rivendicare un assessore, guarda caso alla polizia locale e questo fatto ha ulteriormente aumentato la temperatura dentro la maggioranza.
Che le tensioni siano palpabili lo dimostra anche la discussione animata che c’è stata in giunta e che ha visto protagonisti Antonio Scaccia e il resto degli assessori. Ad Antonio Scaccia sarebbe stato contestato l’appalto della gestione dei rifiuti al centro di un contenzioso, che ha visto il Consiglio di Stato rimandare al SUA di Frosinone e al RUP del Comune, il ricalcolo dei punteggi della gara. Il problema sta nel fatto che da diversi mesi si attende l’esito del ricalcolo dell’affidamento della gara, attualmente affidata alla Super Eco. Il vero nodo risiederebbe nelle somme di denaro che il comune dovrebbe rifondere ad una delle due ditte, indipendemente a chi verrà assegnata definitivamente la gara. Si parla di una cifra vicino al milione di euro. Troppo per le casse del Comune di Frosinone.
Questo perchè se l’esito dovesse dare ragione alla Super Eco, la Sangalli avanzerebbe una richiesta risarcitoria, viceversa potrebbe fare la Super Eco se si vedesse esclusa. Insomma un ginepraio dal quale sembra difficile uscire.
Per contro Antonio Scaccia sta facendo trapelare l’ipotesi di una candidatura a sindaco della propria consorte con Futuro Nazionale e alcune aggregazioni civiche, segno questo che il “figliol prodigo” di Nicola Ottaviani stia preparando una sua soluzione alternativa alla candidutra di Mastrangeli.
Nel frattempo c’è l’incognita di Identità Frusinate che ha messo nero su bianco la propria posizione “Fedeli ma non sudditi” ha detto il movimento civico nato per sostenere Mastrangeli e al momento sta alla finestra e non è detto, vista l’aria che tira, che sia disposto ancora a dire ancora signorsì al sindaco.
Questo lo scenario che si presenta a pochi giorni dalla convocazione del consiglio comunale. Mastrangeli restando nel limbo rischia di perdere anche la credibilità politica che si è costruito in questi anni e, soprattutto adesso, la posizione attendista potrebbe non bastare più per uscire indenne da questa vicenda.
Per questo motivo ha incontrato “casualmente” Domenico Marzi, vero satrapo del consiglio comunale di Frosinone. Il gruppo consigliare a lui legato ha sempre sostenuto Mastrangeli, nei momenti più difficili, basandosi su aspetti programmatici, primo tra tutti l’ascensore inclinato, che però, vista la situazione, difficilmente potrà essere realizzato. Questa mancanza di rispetto dei punti programmatici dovrebbe portare, come è già successo negli ultimi due consigli, la lista Marzi a chiamarsi fuori dal sostengo a Mastrangeli, visto che lo stesso Marzi ha sostenuto che il sindaco dovrebbe avere la dignità politica di presentarsi in consiglio e convenire con tutti i consiglieri la scelta del presidente, trovando una figura di garanzia.
Anche questo sembra più facile a dirsi che a farsi. Di fatto permane lo stallo, che non fa bene alla città e ai cittadini che ogni giorno sono alle prese con i problemi del quotidiano, dal traffico impazzito in città, ai problemi di sicurezza urbana, alla scarsa manutenzione del verde.
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