Oltre 400 mila anni fa l’area di Anagni era popolata da elefanti, ippotami, umani già insediati prima di Neanderthal ed il clima era simile a quello della Savana Africana. E’ quanto gli studiosi stanno facendo emergere negli scavi di Fontana Ranuccio che quest’anno compie 50 anni. Da poco è stata realizzata una nuova campagna di scavi che ricostruire cosa e chi popolava la zona oltre 400 mila anni fa.
L’area archeologica di Fontana Ranuccio rappresenta una realtà di inestimabile valore storico e ci aiuta a comprendere meglio le origini dell’umanità. Immaginare che Anagni e tutto il territorio, come è facilmente ipotizzabile, aveva un clima da savana africana, con la presenza di elefanti, ippopotami e di umani presenti nell’area ancora prima di Neanderthal è qualcosa di straordinario ma che deve fare pensare a come il clima è cambiato in questi milioni anni e di come sta ancora cambiando oggi.

Ci ritroviamo nel Pleistocene medio, durante l’era geologica del Quaternario e nel periodo storico-archeologico del Paleolitico inferiore. Per questo motivo la campagna di scavi rappresenta una opportunità incredibile per tutta l’area e per tutta la provincia di Frosinone.
Una campagna di scavi che ha attirato l’attenzione anche della RAI che nel suo programma Grand Tour ha dedicato un importante servizio agli scavi di Fontana Ranuccio a 50 anni dalla sua scoperta.
Nel servizio di Stefania Cappa si fa riferimento alla campagna di scavi e agli importanti ritrovamenti tra cui i resti di una zanna, ancora miracolosamente in buono stato di conservazione di un elefante, che a breve sarà portata al Museo Ernico di Anagni per essere ammirata da tutti.
Qui il video di Grand Tour: https://www.facebook.com/plugins/video.php?height=314&href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Freel%2F1650903616652061%2F&show_text=false&width=560&t=0
“Un area archeologica più ricca d’Europa” afferma Stefania Cappa nel suo racconto giornalistico parlando di Fontana Ranuccio e proprio questa caratteristica può diventare oltre che fonte di studio e di ulteriori scavi, fonte anche di turismo attraverso la realizzazione di un parco archeologico di inestimabile valore e tra i più importanti di tutta Europa.

Il sindaco Daniele Natalia ha sottolineato questo aspetto in un lungo post social “Il servizio del TGR Lazio dedicato a Fontana Ranuccio ha rappresentato una importante occasione per riportare l’attenzione su uno dei patrimoni più straordinari e meno conosciuti della nostra città” Ha detto.
Fontana Ranuccio trae origine nel 1976 e gli studiosi fanno risalire l’origine dei reperti ritrovati ad oltre 400 mila anni fa e proprio questo rende quest’area archeolgica tra le più imporntanti d’Europa, conosciuta solo agli studiosi e agli esperti di archeologia.
“Un patrimonio di valore internazionale che stiamo cercando di far conoscere sempre di più, anche attraverso il Museo Archeologico Ernico, con la direzione dalla Dott.ssa Manuela Cerqua, dove trovano spazio i reperti e la storia delle ricerche condotte nel nostro territorio.” Ha aggiunto il sindaco di Anagni.
“Anagni non è soltanto la Cripta, la Cattedrale e il suo straordinario Centro Storico, ma ha una storia più ampia, fatta di tanti luoghi, epoche e patrimoni che meritano di essere conosciuti.” Prosegue Natalia.
“Per questo stiamo lavorando per costruire una città con diversi nuclei di interesse artistico, storico, archeologico e culturale. Il Museo Archeologico Ernico è già una realtà importante in questa direzione e con il progetto dell’Istituto Paleontologico presso l’ex scuola media Giovanni Vinciguerra, vogliamo creare un ulteriore punto di riferimento per la ricerca, la conservazione e la divulgazione, con archivi, documentazione e uno spazio espositivo museale.” Ha sottolineato il sindaco della città dei Papi.
Nel servizio della Rai viene posta l’attenzione su uno dei ritrovamenti più straordinari. Per il direttore del laboratorio archeologico di Trento, Stefano Grimaldi “gli umanoidi appartenevano ad una specie umana arcaica più vecchi di quelli di Neanderthal che dovevano ancora venire” .
“Qui il paesaggio era una savana africana per questo troviamo elefanti, ippopotami, gazzelle. Abbiamo restaurato la zanna di un grande elefante che viveva in questa area e che abbiamo ritrovato – ha aggiunto Grimaldi – il cosiddetto elefante meridionale ed è pronta adesso per essere portata nel museo Ernico di Anagni”.
Nel museo Ernico di Anagni già oggi sono visibili resti fossili di animali e resti fossili umani, oggetti e utensili in pietra, in un racconto museale che lascia a bocca aperta.
“Stiamo lavorando sulla valorizzazione delle Mura Ciclopiche e all’acquisizione da parte del Comune delle “Cantine Gatti-Ciprani” con l’obiettivo di costruire nel tempo un percorso capace di collegare aree diverse della città e accompagnare cittadini e visitatori verso il centro di Anagni, facendo emergere luoghi che spesso sono rimasti fuori dai principali itinerari turistici. È questa l’idea di città sulla quale stiamo lavorando” Ha aggiunto il sindaco Daniele Natalia che ha concluso affermando “Una città in movimento, che vuole riscoprire, recuperare e mettere in rete le tante testimonianze che raccontano la storia di Anagni, e Fontana Ranuccio è un esempio straordinario di questo percorso.”







