Si è concluso il weekend dedicato alla tutela delle foreste dei Castelli Romani, due giornate di approfondimento scientifico, confronto pubblico e partecipazione civica culminate nella presentazione del Piano per la Difesa e la Conservazione degli Ecosistemi Forestali, un documento tecnico e partecipato elaborato in sette anni di lavoro collettivo.
Il Piano è frutto del coordinamento delle associazioni ambientaliste e naturalistiche del territorio, con il contributo di Università , ecologi forestali, ingegneri naturalistici, società scientifiche e operatori del settore, e rappresenta una proposta strutturata per la gestione sostenibile del patrimonio boschivo dei Castelli Romani.

Un lavoro corale tra associazioni, tecnici e cittadini
L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Valle Perdua, con il contributo del presidente Giancarlo Trombetta e del consigliere comunale di Rocca di Papa Francesco De Santis, impegnato nei lavori sul Piano forestale e sulla certificazione dei boschi. Hanno collaborato anche Ecoistituto RESEDA Onlus, il gruppo Riforestiamo i Castelli Romani e il Comitato promotore per il Parco naturale dei Castelli Romani, che ha curato una mostra sulla nascita del Parco.

La giornata di escursione è stata organizzata dalla Comunità escursionistica Radici Erranti, con il supporto del Gruppo scout CNGEI Colli Albani, gestore dell’oasi della Valle dei Caprari. Le associazioni Arco di Diana ed EquIncontro Natura hanno invece curato attività didattiche e di educazione ambientale.
I principi del Piano: foreste naturali intoccabili
Il Piano presentato si fonda su una visione chiara e condivisa, articolata in due principi cardine:
- protezione integrale delle foreste naturali, dove non saranno consentiti interventi di taglio, salvo attività di ricerca e didattica;
- gestione sostenibile dei castagneti da ceduo, favorendo biodiversità , transizione ecologica e riduzione dell’impatto climatico.
Durante il convegno sono stati illustrati dati scientifici aggiornati sulla biodiversità forestale e sulla struttura del territorio, insieme alla storia dell’istituzione del Parco Naturale dei Castelli Romani.

Il patrimonio forestale dei Castelli Romani
I dati emersi delineano un quadro chiaro:
- circa 11.000 ettari di superficie forestale complessiva;
- 24% di boschi naturali autoctoni;
- 76% di castagneti da ceduo;
- 130 ettari di tagli annui, pari all’1% della superficie;
- produzione destinata prevalentemente a legname di qualità e ramaglie per usi tradizionali.
Il Piano prevede una strategia graduale di re-wilding, che potrebbe portare la superficie di foreste naturali fino al 50%, anche grazie all’abbandono progressivo dei cedui meno produttivi. È stato inoltre ribadito il no all’uso dei boschi per la produzione di biomasse energetiche, ritenuto incompatibile con la funzione di stoccaggio della CO₂.
Interventi scientifici di alto profilo
Numerosi gli esperti intervenuti:
- Luigi Portoghesi (Università della Tuscia) ha illustrato il ruolo del Piano Forestale d’Indirizzo Territoriale come strumento di governance condivisa;
- Antonio Fegatelli (Parco Regionale dei Castelli Romani) ha approfondito le attività di monitoraggio e controllo delle operazioni forestali;
- Vincenzo Ferri (Societas Herpetologica Italica) ha parlato della tutela di anfibi e chirotteri come indicatori ambientali;
- Francesco Marini (PEFC Italia) ha evidenziato l’importanza della certificazione forestale e del contrasto al commercio illegale di legname;
- Marco Lelli, dottore forestale, ha presentato le tecniche di esbosco a basso impatto;
- Federico Boccalaro, presidente AIPIN Lazio, ha illustrato le applicazioni dell’ingegneria naturalistica per la stabilizzazione dei versanti e la gestione sostenibile delle acque.
Significativo anche l’intervento dei giovani operatori forestali dei Castelli Romani, che hanno sottolineato la necessità di una collaborazione reale tra lavoratori, tecnici e associazioni per contrastare speculazioni e infiltrazioni criminali.

Ampia partecipazione, assenti i Comuni
Gli organizzatori hanno espresso rammarico per la quasi totale assenza delle amministrazioni comunali dei Castelli Romani, molte delle quali proprietarie delle superfici forestali. Al contrario, la partecipazione di cittadini, ricercatori, operatori e volontari è stata numerosa, a conferma di una comunità attenta e consapevole.
Escursione e osservazione sul campo
La seconda giornata si è svolta nei boschi di Rocca di Papa, con un’escursione botanica guidata che ha permesso ai partecipanti di osservare direttamente le criticità ambientali, conoscere le opere di ingegneria naturalistica, visitare la Bio-Oasi e l’Orto Botanico nel Bosco della Valle dei Caprari e approfondire le azioni di contrasto agli abusi edilizi e al bracconaggio.
Una proposta concreta per il futuro
Il weekend ha confermato che la tutela delle foreste dei Castelli Romani è una sfida scientifica, culturale e civile. Il Piano rappresenta una proposta concreta e partecipata per garantire biodiversità , resilienza ecologica e giustizia ambientale. Le associazioni promotrici consegneranno ora il documento alle istituzioni, auspicando un confronto serio e trasparente orientato al bene comune.


