Un viaggio nell’incanto di Formia com’era, raccontata attraverso le antiche cartoline che ne custodiscono la memoria.
Nell’intima quiete di una città sospesa nel tempo, ogni cartolina diventa una finestra sul passato: ogni immagine è un frammento di un racconto che resiste al passare degli anni, un sussurro di vita che ancora parla al presente.
Attraverso queste testimonianze visive, si riscopre la Formia di un tempo, non solo come appariva, ma come veniva percepita, amata e ricordata da chi l’ha vissuta e immortalata.
Le vie, i porti, le colline, le scene di vita quotidiana: tutto emerge con la delicatezza di un ricordo che continua a vivere negli occhi di chi osserva.
La mostra si terrà presso lo Spazio Espositivo del Punto IAT – Comune di Formia per la Rassegna “Sentieri d’Arte” 2025/26, a cura dell’Associazione Koinè, Collezione Renato Marchese, dal 10 al 23 novembre dalle ore 17.30 alle 20.00

Le cartoline come poesie visive
Tra le pagine ingiallite di queste cartoline si nascondono le anime di una città in trasformazione, testimoni di attimi che non possiamo più toccare ma che continuano a vibrare attraverso le immagini.
Ogni fotografia è un battito di vita, un racconto senza parole.
Ogni dettaglio, dai volti ai paesaggi, racconta emozioni e storie di persone che hanno abitato un luogo oggi cambiato, ma mai dimenticato.
In questa esposizione, le cartoline diventano piccole poesie visive che attraversano i decenni, restituendoci la bellezza di un’epoca passata, un tempo in cui anche un semplice saluto scritto a mano diventava un gesto d’amore verso la propria terra.
La Collezione Renato Marchese: memoria e identità di una città
La Collezione Renato Marchese ci regala una visione intima e autentica di Formia: uno scrigno di ricordi che mostra quanto la città, pur trasformata dal tempo, continui a custodire la sua anima.
Ogni cartolina è una carezza alla memoria collettiva, un tassello che ricompone l’identità di una comunità fiera della propria storia.
“Ogni immagine è un saluto che attraversa i secoli”, scriveva Marchese.
E davvero ogni fotografia, pur nella sua staticità, ci parla di una città che ha vissuto e che continua a vivere nei ricordi di chi l’ha amata e nei sogni di chi la scopre oggi.
Una mostra che è anche un atto d’amore
Questa esposizione non è solo un evento culturale: è un atto d’amore verso Formia, un invito a guardare il passato per capire il presente e immaginare il futuro.
Le cartoline diventano così un ponte tra generazioni, tra chi ricorda e chi scopre, tra la memoria e la meraviglia.


