Il traffico di Formia, in un qualsiasi venerdì di maggio, sarebbe spasmodico e imprevedibile. Le auto, in movimenti fluidi e frenetici, animerebbero lungomare e città vecchia. I bambini vivrebbero la scuola e i turisti gusterebbero la pizza, guardando Ventotene, con sottofondo di clacson e camion in frenata. Ma oggi no.
Oggi la città si ferma. I bambini non vanno a scuola, perché le scuole sono chiuse. Anche le strade sono chiuse. Le auto non passano, perché passa il Giro d’Italia. Anzi, non passa: parte da qui per la settimana tappa.

L’attesa e i preparativi
Sono settimane che la città veste di rosa, attendendo che le bici la invadano.
Oggi è il giorno. Il cielo si fa nero dal mare, ma ancora non piove. E non pioverà.
Da Formia si parte per arrivare fino alla famigerata salita del Blockhaus: 244 km di sudore e disciplina.

Prima della gara, la presentazione presso Largo Domenico Paone: balli e coreografie per accogliere il pubblico. Migliaia di turisti, anche stranieri, si sono riversati in città per non perdere un evento di inestimabile caratura sportiva.

Il sindaco, Gianluca Taddeo, è salito sul palco per ringraziare il pubblico e sottolineare quanto sia significativo, per la città, accogliere ancora una volta la Carovana Rosa.
Formia mantiene da sempre un legame profondo con il ciclismo: Taddeo ha ricordato con orgoglio Gioacchino Tatta, figura storica dello sport cittadino, e subito dopo, insieme all’assessore regionale allo sport Elena Palazzo, ha consegnato una targa celebrativa a Wilfried Reybrouck, vincitore della prima tappa del Giro d’Italia 1974, disputata sul percorso Città del Vaticano–Formia.

La settima tappa
All’epoca, Reybrouck, a Formia tagliò il traguardo. Oggi, invece, da Formia si è partiti.
I corridori hanno prima sfilato sul palco, squadra per squadra; poi si sono posizionati in griglia, in Via Vitruvio.
Alle 10.55 è stato dato il via. Direzione Abruzzo: prima lo sprint molisano a Venafro e poi la salita finale della Maiella. La tappa più lunga del Giro è iniziata.
La città è in fibrillazione. Le maglie dei ciclisti colorano le strade.

Sono passati più di cinquant’anni dall’ultima volta. Per i bambini è un sogno, per gli adulti un bagno di nostalgia.
La tappa non inizia che in un attimo, e non basta che un attimo per vincere.
Ora che l’infinita attesa è terminata e quell’attimo è passato, Formia torna spoglia di cartelloni e insegne. Il traffico torna frenetico e convulso. Bella come prima, più di prima, con una storia in più da raccontare, la città si prepara per salutare Sant’Erasmo.





