Sono 44 le persone assunte a vario titolo dall’Apef e “girati” alla Provincia di Frosinone per lavorare a dei progetti richiesti dall’ente di Palazzo Iacobucci. Tutti assunti tramite la Manpower, lavoratori interinali da quattro o cinque anni almeno.
Tra questi figurano i nomi delle persone finite nel mirino della Magistratura di Cassino che ha contestato a Gianluca Quadrini, Fabio De Angelis per Apef e Fabrizio Zoli per Frosinone formazione e Lavoro, l’assunzione di alcune di queste 44 persone, che invece di lavorare per la Provincia sarebbero state dislocate presso la segreteria politica del Presidente del Consiglio provinciale. Fatti contestati ed avvenuti tra il 2023 e il 2024.
Di fatto, da come sta emergendo da questa indagine, è una prassi e una consuetudine, questa delle assunzioni per conto della Provincia, tramite l’Apef, in uso ormai da anni.
Tutto cominciò all’epoca della presidenza Antonio Pompeo del PD, già sindaco di Ferentino. Un’idea per poter assumere del personale superando il blocco delle assunzioni nel pubblico impiego.
Ai vertici dell’Apef, sempre lui, Fabio De Angelis, nominato dal centrosinistra e riconfermatissimo dal centro destra, tanto da essere anche premiato con la presidenza della S.A.F. Uomo vicinissimo al presidente della Regione, Francesco Rocca.
Negli anni l’Apef si è trovata a diventare un riferimento per la politica ciociara, con Fabio De Angelis alla guida della struttura e successivamente della SAF.
Ma tutti sapevano di queste opportunità , dal centro destra al centro sinistra. L’Apef è diventata anche un modo per dare risposte lavorative al territorio anche per persone vicine alla politica.
A finire nel mirino della Magistratura però, solo Gianluca Quadrini, che forse potrebbe avere interpretato in maniera estensiva la possibilità di utilizzare questo personale, ma i responsabili di queste situazioni sono tutti i politici provinciali e non.
Perché a vedere i comuni di residenza dei 44 lavoratori assunti all’Apef c’è da ridisegnare la geografia politica della Provincia. Da Arce, a Sora, a Cassino, a Frosinone, Ferentino, Castro dei Volsci, Arpino, Pontecorvo, Alatri, Anagni, Isola del Liri, Atina, Trevi nel Lazio, per citare alcuni dei comuni di residenza di queste 44 persone.
A Frosinone e in tutta la Ciociaria che esistesse questa possibilità era sulla bocca di tutti. Ma questa procedura è legittima? A vedere gli atti sembrerebbe di si.
L’Apef è una società pubblica di diritto privato, in house della Provincia di Frosinone. L’Apef, tra i suoi scopi svolge servizi di supporto alle amministrazioni locali.
Tutto transita da un contratto di servizio tra la Provincia di Frosinone e l’Apef. La Provincia affida ad Apef l’incarico per la gestione di servizi afferenti alle aree di competenza della Provincia, indicando nel contratto di servizio le figure professionali richieste, il grado di istruzione e le competenze specifiche.
Nel contratto di servizio viene stabilito anche il costo orario per ogni singola professionalità richiesta. Apef si rivolge allo stesso modo alla Manpower, società di somministrazione lavoro interinale, che ricerca e seleziona le persone da contrattualizzare.
Non è chiarito nei contratti di servizio, le modalità di selezione, visto che sono indicati solo le figure professionali richieste e le comprovate competenze maturate.
C’è anche il tema specifico del personale. Quanti contratti interinali hanno fatto? Perché la legge fissa un termine oltre al quale debbono essere assunti a tempo indeterminato. Se questo termine fosse già superato, di fronte ad una vertenza di lavoro, l’Apef dovrebbe assumerli in pianta stabile.
Ma, ammesso che fosse vera questa possibilità , avranno il coraggio di fare vertenza? Ma soprattutto quale sindacato darà tutela a queste persone, visto che sul tema, nessuna delle organizzazioni sindacali ha mai mosso in dito.
Poi ci sono le coincidenze. Tra questi il nome di un assessore di uno dei comuni vicini al Capoluogo, città nella quale il vicesindaco risulterebbe essere l’ex compagna di De Angelis, o candidati nelle liste elettorali delle amministrative di altri comuni. Coincidenze proviamo a dire.
Miglior sorte è toccata alla ex segretaria del Presidente Di Stefano assunta con un bando pubblico proprio in Provincia.
E potremmo proseguire. Ora non abbiamo dubbio, fino a prova contraria, che queste persone assunte all’Apef, abbiano i titoli e abbiano superato brillantemente la selezione.
Resta l’indagine della Magistratura che avrebbe riscontrato delle “storture” nell’affidamento di questi incarichi, visto che alcune di queste persone, selezionate ed assunte, sono poi state destinate ad incarichi politici. Bene dunque, se si faccia chiarezza su tutto.
Pur non avendo nulla in contrario sulle società in house, che se fatte funzionare bene risultano pure efficienti e qualificate, il tema resta tutto in capo alla gestione. Se gli amministratori sono capaci e compenti le società in house diventano virtuose, altrimenti diventano viziose e chiacchierate. Come succede per l’Apef.
Che poi a sentire i cittadini e le imprese l’Apef non brilla neanche per l’efficienza dei servizi che deve rendere. Anche un anno per una autorizzazione o una certificazione, tanto che le imprese hanno già più volte lamentato queste situazioni di scarsa efficenza.
Però, forse, qualcosa si muove. In queste ore potrebbe maturare l’ipotesi di un commissariamento dell’Apef, proprio per sgomberare il campo da tutte queste voci e avviare una fase nuova che, almeno, restituisca credibilità alla stessa struttura in house della Provincia di Frosinone.


