Partiamo da un assunto: grazie all’opposizione se è stata approvata la delibera per la riduzione del vincolo cimiteriale a 50 metri di Colle Cottorino, l’acquisizione del terreno per la ciclabile di viale Michelangelo, la discussione sulla mozione per la tratta ferroviaria diretta Frosinone Roma.
Infatti alla apertura del consiglio comunale la maggioranza poteva contare solo su 9 consiglieri comunali su 19 presenti. Quindi se l’opposizione non fosse entrata il sindaco Mastrangeli non avrebbe avuto il numero minimo di consiglieri previsti per ritenere valida la seduta, fissato a 12.
Si è dissolta come neve al sole, quindi, la maggioranza di Mastrangeli. A nulla sono valsi i sostegni degli ultimi giorni arrivati da Identità Frusinate e Francesco Pallone ritornato tra i banchi della maggioranza, come Christian Alviani.

Lo ha detto bene nel suo intervento Giovanni Martino di FutuRa. “Noi siamo qui con grande senso di responsabilità perché abbiamo a cuore gli interessi della città e non siamo interessati al mercanteggio delle poltrone di cui leggiamo tutti i giorni sui giornali“. Un concetto ripreso anche da Anselmo Pizzutelli durante l’approvazione della delibera su Colle Cottorino “Noi abbiamo ben chiaro quali sono i problemi della città e siamo qui a votare un atto atteso dai cittadini da decenni. Grazie al senso di responsabilità dell’opposizione se oggi questa delibera verrà approvata, perché per noi al primo posto vengono gli interessi della città ”.

A garantire il numero legale, oltre a Pizzutelli, Mirabella, Bortone, anche Martino, Petricca, per FutuRa, Cirillo e Scaccia per Forza Italia, il Pd con Venturi, Angelo Pizzutelli, Cristofori. La presidenza del consiglio è toccata al consigliere anziano Venturi, al quale Anselmo Pizzutelli ha chiesto l’inversione dei punti all’ordine del giorno. Il sindaco, capita l’aria, visto che l’opposizione stava facendo giustamente il proprio gioco, ha chiesto di accodare subito dopo i punti relativi alle variazioni di bilancio proprio sui servizi sociali.
Nel voto che ne è scaturito è passata la richiesta avanzata dall’opposizione per mezzo di Anselmo Pizzutelli. Così si è proceduto ad approvare l’acquisizione di poco più di 370 metri per la realizzazione della ciclabile, attesa da anni, per un importo di sei mila euro, poi un’altra acquisizione di un altro terreno, si è approvata la delibera sulla riduzione dei vincoli cimiteriali e si è discussa la mozione sui treni diretti Frosinone Roma, tanto cara al PSI.
Finita la discussione su questi punti, però, anche i consiglieri di maggioranza sono usciti dall’aula, insieme a quelli dell’opposizione, tanto che alla verifica del numero legale erano presenti il presidente del consiglio e il sindaco. Da qui lo show del Sindaco che evidentemente ne ha fin sopra i capelli dei capricci dei gruppi politici e dei singoli consiglieri, tanto da revocare in diretta le deleghe ai due assessori di Fratelli d’Italia.
Ma una domanda resta: perché i consiglieri della cosiddetta galassia della Lega, che ormai fa riferimento al vicesindaco Antonio Scaccia non sono rimasti in aula? Anche qui un segnale è arrivato al sindaco Mastrangeli, ovvero che questo è l’unico gruppo su cui fare affidamento e un altro è stato mandato a Fratelli d’Italia. Della serie ad essere determinati sono i consiglieri della galassia della Lega.
Il sindaco ha deciso però di prendersela con Fratelli d’Italia, nel suo sfogo finale, attaccandoli pubblicamente e ritirando le deleghe ai due assessori, in attesa di chiarimenti, che vista l’aria è difficile che arriveranno.
E’ sembrato un sindaco alle corde, provato da tutto questo tira e molla, che ha origine anche dai suoi comportamenti ed allora si sarebbe potuto dimettere, prendendo atto che la maggioranza non esiste più e la città è ingovernabile con una situazione di incertezza e da anatra zoppa che si trascina ormai da 18 lunghi mesi.
Le dimissioni avrebbero forse accelerato un processo di ricompattamento, che ad oggi dopo questa presa di posizione sarà difficile da concretizzarsi.
Cosa potrà accadere ora? Fratelli d’Italia proseguirà il braccio di ferro arrivando alla rottura politica totale? Mastrangeli avrà ancora un altro impeto di coraggio azzerando tutta la giunta per trovare una quadra? Oppure farà il gesto estremo delle dimissioni? Le feste di fine anno e dell’epifania potranno servire a stemperare il clima che, nonostante il freddo gelido, è assai arroventato intorno a Palazzo Munari.



