Se non fosse vero sarebbe da ridere, invece è tutto vero: il sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli ha deciso di impiegare il suo tempo a fare l’influencer, diventando amministratore di una pagina social non istituzionale.
Tutto questo mentre in città c’è chi indice gare senza avere avuto nessun indirizzo politico e mentre allo scalo si picchiano a colpi di bottigliate.
Invece di preoccuparsi di amministrare la città capoluogo, il sindaco ha pensato bene di diventare amministratore di una pagina social con il brillante risultato di far sparire, da questa pagina, tutti i commenti, i post e anche le notizie giornalistiche che critichino l’amministrazione comunale.
Una sorta di tentativo di MinCulPop in salsa ciociara. Un tentativo maldestro di egemonizzare una pagina social per tentare di arginare le constanti critiche all’operato della giunta da lui presieduta, che sono di gran lunga superiori alle cose buone fatte.

E questa non vuole essere una critica tranchant ma è l’evidenza dei fatti. La città è sporca, i siti abbandonati, la maggioranza eletta si è disciolta, i progetti sono ancora fermi al palo, le ciclabili sono un fallimento, l’impiantistica sportiva idem, tanto da non avere neanche un assessore, la viabilità è folle, lo smog oltre i limiti consentiti, il verde abbandonato.
Cresce solo il cemento e i palazzi, diversi insediamenti urbanistici sui quali si sarebbero dovute realizzare dapprima le opere di urbanizzazione, che invece tardano ad essere realizzate, dagli stessi costruttori.
E chi dovrebbe vigilare che i cittadini abbiano, a scomputo, le opere di urbanizzazione previste dalle convenzioni? Proprio lui: il sindaco Mastrangeli, novello influencer e anche assessore all’urbanistica.
Fare il sindaco, tra l’altro di un comune capoluogo, è un impegno difficile ed oneroso che assorbe totalmente chi lo vuole svolgere con impegno e passione, tanto che spesso si viene assorbiti al punto tale di non avere quasi per nulla del tempo per se stessi e le proprie famiglie.
Invece Riccardo Mastrangeli, ha addirittura il tempo di controllare una pagina social, bannare o approvare post, commenti, notizie.
Poco importa però se allo scalo si prendono a bottigliate durante la festa della Sacra Famiglia, in mezzo a cittadini terrorizzati, se la città affonda alla prima acqua, se per colpa di un bando a dir poco maldestro, le cui buste saranno aperte oggi, alcuni operai resteranno senza lavoro.
Invece di spendersi con atti concreti per ristabilire la sicurezza allo scalo o affrontare e risolvere altri problemi che riguardano la città , nonostante anche le critiche ricevute dai partiti che gli sono rimasti accanto, per il Sindaco sembra essere più importante aver bloccato qualche post, o qualche commento sulla pagina social. A questo proposito ci viene in mente il titolo di un celebre libro di Felipe BenÃtez Reyes “al peggio non c’è mai fine”.








