Fontana Bussi è stata ufficialmente restituita alla comunità di Frosinone, al termine di un intervento di restauro conservativo e di riqualificazione urbana promosso dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli. L’azione si inserisce in un percorso di continuità con la precedente amministrazione Ottaviani e ha coinvolto diverse figure dell’amministrazione, tra cui l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Retrosi e i consiglieri Sergio Verrelli e Sergio Crescenzi.
La fontana, costruita nel 1774 per volontà del governatore Giovanni Battista Bussi de Pretis, rappresenta uno dei luoghi più identitari del territorio. La sua storia affonda però in epoche ancora più antiche: scavi del 1989 hanno infatti riportato alla luce un cippo lapideo di epoca romana, testimonianza dell’esistenza di un fontanile già tra il 104 e il 101 a.C. L’ipotesi più accreditata è che la via Latina passasse proprio in quest’area, nei pressi del fiume Cosa.

L’intervento ha riguardato sia la fontana che la riqualificazione del contesto urbano e naturale circostante. Sono state rimosse superfetazioni, pulita la struttura, ripristinata la funzionalità idraulica e rinaturalizzata l’area con l’obiettivo di migliorare accessibilità e fruibilità. Particolare attenzione è stata posta anche alla nuova illuminazione pubblica, che valorizza l’architettura e il verde e rende la zona più sicura e piacevole anche in orario serale.
“Oggi non restituiamo solo una fontana, ma un pezzo di anima di Frosinone. Questo restauro non è stato solamente un lavoro tecnico: è stato un gesto di rispetto verso la storia e un atto d’amore verso la nostra città”, ha dichiarato il sindaco Riccardo Mastrangeli.
L’assessore Angelo Retrosi ha sottolineato come l’intervento sia stato complesso, richiedendo grande attenzione alla tutela storico-monumentale e al tempo stesso mirando a valorizzare il contesto urbano e ambientale: “Il nuovo impianto di illuminazione e la sistemazione dell’area verde rendono oggi Fontana Bussi uno spazio decoroso, sicuro e accessibile, restituito alla comunità come luogo di identità e riqualificazione urbana”.



