Salta il consiglio comunale di Frosinone. Lo avevamo scritto che il consiglio comunale convocato dall’ufficio di presidenza e dal presidente Massimiliano Tagliaferri non si sarebbe svolto e così è stato. Solo 15 i presenti in aula, di fatto solo i consiglieri di opposizione, fuga verso l’uscita da parte dei consiglieri della lista per Frosinone al momento dell’appello, mentre due esponenti della Lega non sono proprio entrati in aula pur essendo presenti nell’androne di Palazzo Munari.
Questo è lo spettacolo indecoroso, andato in scena la vigilia di Natale a Palazzo Munari. A presiedere la seduta Marco Ferrara di FDI, che dopo aver registrato l’assenza del numero legale ha sciolto la seduta augurando buon Natale. Ma buon Natale per chi?
Non certo per il sindaco Riccardo Mastrangeli sempre più isolato, sempre più solo, sempre più in balia dei gruppi che, teoricamente lo sostengono, ma per chiedere assessorati e visibilità.
Una situazione dalla quale non sembra esserci via d’uscita, che ha preso il via dalle posizioni di Mastrangeli, che ha perso via via la granitica maggioranza uscita dalle elezioni.
Le operazioni delle ultime settimane con il soccorso di “Identità Frusinate” e l’arrivo di Francesco Pallone si sono dimostrate ininfluenti, rispetto alla tenuta della amministrazione comunale che è ormai allo sbando.
Riccardo Mastrangeli ha creato questa situazione, Riccardo Mastrangeli la può risolvere, solo se avesse carisma, dignità e coraggio. Azzerare la giunta aprire una crisi e, se non si dovesse trovare una quadra, presentare le dimissioni da Sindaco che sarebbe l’ultima carta da giocarsi per cercare di ridimensionare gli appetiti politici dei gruppi di maggioranza e ricondurli nell’alveo di un confronto politico, che rimetta al centro il programma elettorale e individui le risorse umane migliori per giungere a fine legislatura.
Un gesto autonomo del Sindaco, per mettere fine ad una situazione che si trascina da ormai un anno e mezzo, nel quale si è perso di vista il programma elettorale ed oggi si naviga a vista, senza nessuna prospettiva.
Di certo 18 mesi in questa situazione con un Sindaco che non ha mai preso una posizione, che ogni volta deve chiedere a questo gruppo o al suo mentore, hanno prodotto l’immagine di un Sindaco incapace di agire con le sue convinzioni, anche lui soprattutto, legato e fin troppo stretto dall’ombra di Ottaviani, deputato della Lega ed ex sindaco, quella Lega che oggi in consiglio comunale non si è presentata.
Servirebbe uno scatto d’orgoglio e dignità del Sindaco, se vuole recuperare quel ruolo di autorevolezza ormai venuto meno. Ma Mastrangeli forse crede ancora di poter salvare capra e cavoli e comunque sarebbe combattuto nel fare una scelta del genere, non solo per le conseguenze, ma per non dover ammettere pubblicamente un suo fallimento politico, che comunque appare evidente.
I cittadini di Frosinone non meritano certo questo spettacolo poco edificante. I protagonisti di questa situazione obietteranno affermando che quanto sta accadendo è politica per il bene della città, che merita un rilancio. Sarà pure così, ma di certo quello che appare agli occhi di tutti e che, essendo cambiati anche assetti e composizioni dei gruppi di maggioranza, la vera rincorsa è quella alle poltrone e alla visibilità.
Emblematico il comportamento di queste ore nella maggioranza. Da una parte Massimiliano Tagliaferri, tre consiglieri di Fratelli d’Italia, due del Polo Civico e Carlo Gagliardi che hanno chiesto al Sindaco un assessorato al Polo Civico e delega all’urbanistica a Carlo Gagliardi. Dall’altra parte ci sono la Lista per Frosinone di Antonio Scaccia e due consiglieri di Fratelli d’Italia, che invece chiedono il terzo assessorato per FdI e il secondo per la Lista per Frosinone.
Fratelli d’Italia si è spaccata, tra chi ritiene giusto un terzo assessorato al partito meloniano e chi invece sostiene un assessorato per una lista civica. Più paradosso di così.
Una battuta è girata subito dopo lo scioglimento del consiglio comunale “A Frosinone è carnevale anticipato” e non lo dicono solo i consiglieri di opposizione, ma lo pensano molti cittadini.



