← Torna a Prima pagina
Frosinone

Frosinone, via Grappelli di notte è terra di nessuno. Anselmo Pizzutelli “Si intervenga subito”

Di Eugenio Siracusa • • Prima pagina

Prima pagina

Cosa accade in via Grappelli a Frosinone al calare del sole resta un fatto tutto da scoprire. La strada senza uscita ogni sera viene letteralmente occupata da gurppi di persone che hanno trovato un luogo appartato e lontano da occhi indiscreti per fare di tutto.

Una strada della città che di notte diventa una sorta di bronx, un enclave dove si spaccia droga e la si consuma sulle scalette della scuola, ma come se non bastasse diventa anche luogo di incontri sessuali occasionali.

A sentire il racconto dei residenti la situazione non è per niente bella e si fa fatica anche a transitarvi vicino per evitare problemi.

Le scalette della scuola media usate come luogo di ritrovo

Alcuni angoli della strada sono anche utilizzati come vespasiani a cielo aperto. Insomma una situazione di degrado che si registra ogni sera tutti i giorni. Anche qui bisognerebbe intervenire, apporre delle telecamere, rendere visibile la strada, soprattutto illuminarla, attenzionarla da parte delle forze dell’ordine.

Via Grappelli è nei pressi del Campo Coni, davanti all’ingresso di una scuola media a Frosinone, praticamente nel centro urbano. Sembrerebbe inoltre che diverse persone, scavalchino addirittura il cancello dell’Auditorium Colpietro per trovare un luogo sicuro e lontano da occhi indiscreti.

Una situazione insostenibile, anche perchè le scale e l’ingresso della scuola diventano, a tutte le ore, teatro di situazioni che nulla hanno a che vedere con la sicurezza e il decoro che un luogo frequentato da ragazzi dovrebbe garantire.

Ad attenzionare la situazione il consigliere comunale Anselmo Pizzutelli che ha detto “Non aspettiamo che la situazione sfugga di mano. È necessario intervenire. Per questo faccio un appello a tutte le Forze dell’Ordine affinché vengano intensificati i controlli in questa zona.”

“Chiedo all’amministrazione comunale di intervenire immediatamente per garantire illuminazione, videosorveglianza e condizioni di sicurezza adeguate. La sicurezza non si garantisce con reel di propaganda, ma con i fatti.” Ha aggiunto Pizzutelli

“Ai cittadini e ai residenti della zona deve essere restituita una cosa semplice, ma fondamentale: la tranquillità di poter vivere il proprio quartiere senza paura e senza sentirsi abbandonati. Qui non servono promesse. Serve intervenire. E serve farlo adesso.” Conclude il consigliere comunale.

Una situazione che andrebbe attenzionata con una certa celerità, proprio per limitare ed evitare che in questa zona della città possano accadere fatti. Servirebbe un sopralluogo e un piano di intervento, ma a Frosinone oggi non c’è neanche l’assessore alla polizia locale a cui potersi rivolgere. Fatto sta però che quanto accade in via Grappelli è abbastanza alarmante e l’amministrazione comunale non può fare finta di nulla.

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →