La gara per il Trasporto pubblico locale, il TPL di Frosinone è stata sospesa e ora Anselmo Pizzutelli chiede all’Amministrazione comunale di fare chiarezza. Al centro della contestazione ci sono i tempi della procedura, le proroghe dell’attuale affidamento, i costi sostenuti e le ragioni che hanno portato alla sospensione in autotutela della gara.
Una vicenda che riguarda un servizio essenziale per la città e un appalto di rilevante valore economico, pari a circa 12 milioni di euro, la cui gestione rientra nelle deleghe dell’assessore Antonio Scaccia.

Il punto di partenza indicato da Pizzutelli è il 30 aprile 2025, data di scadenza dell’affidamento del servizio. Secondo il consigliere, alla scadenza l’Amministrazione non avrebbe predisposto per tempo gli atti necessari per arrivare alla nuova gara, rendendo necessaria una prima proroga dell’affidamento per un ulteriore anno.
La nuova procedura sarebbe stata pubblicata soltanto negli ultimi giorni di aprile 2026, accompagnata da un’ulteriore proroga di quattro mesi dell’attuale servizio, nelle more dell’espletamento della gara.
Ma pochi giorni dopo è arrivato un nuovo passaggio destinato a riaprire gli interrogativi.
Nel maggio 2026, infatti, con la determinazione numero 1771, la procedura di gara è stata sospesa in autotutela.
Ed è proprio sulle ragioni di questa decisione che Pizzutelli chiede risposte dettagliate all’Amministrazione.
“Cosa non ha funzionato?”
Il consigliere vuole innanzitutto conoscere le motivazioni che hanno portato alla sospensione della procedura e quali problematiche siano emerse dopo la pubblicazione del bando.
Ma le domande riguardano anche chi abbia materialmente predisposto la documentazione di gara.
Pizzutelli chiede infatti di sapere quali uffici e quali responsabili abbiano curato gli atti, oltre all’eventuale coinvolgimento di professionisti o soggetti esterni.
Un passaggio strettamente collegato a quello economico: il consigliere vuole conoscere quanto sia costata all’Amministrazione la predisposizione degli atti e l’espletamento della procedura prima della sospensione e se siano stati sostenuti ulteriori costi o oneri a causa delle proroghe dell’attuale affidamento.
I sei interrogativi
Le richieste avanzate da Pizzutelli si concentrano quindi su sei punti:
- le motivazioni della sospensione in autotutela della gara;
- gli uffici, i responsabili e gli eventuali professionisti esterni che hanno predisposto gli atti;
- i costi sostenuti fino alla sospensione della procedura;
- gli eventuali ulteriori oneri derivanti dalle proroghe dell’attuale affidamento;
- le problematiche emerse dopo la pubblicazione del bando;
- i tempi previsti dall’Amministrazione per riprendere la procedura e arrivare al nuovo affidamento.
Una serie di interrogativi che, secondo il consigliere, non possono essere considerati un semplice passaggio tecnico-amministrativo, vista la dimensione economica dell’appalto e l’importanza del servizio per cittadini e pendolari.
“Verificare anche un eventuale danno progettuale”
Il nodo politico è soprattutto quello delle eventuali responsabilità.
“Considerato il valore economico dell’appalto e l’importanza del trasporto pubblico per la nostra città – sostiene Pizzutelli – ritengo doveroso che il Consiglio comunale sia messo nelle condizioni di conoscere con chiarezza cosa non abbia funzionato, chi abbia predisposto gli atti, quali costi siano stati sostenuti e quali siano oggi i tempi per arrivare alla nuova gara e al nuovo affidamento”.
Il consigliere spinge quindi l’Amministrazione a verificare se le criticità siano riconducibili anche alla documentazione predisposta per la gara.
“Se le responsabilità possono essere cercate all’interno del bando – conclude Pizzutelli – sarà valutato un eventuale danno progettuale“.
La vicenda del TPL di Frosinone torna così al centro del confronto politico. La domanda ora è capire perché una gara attesa dopo la scadenza dell’affidamento precedente sia stata prima pubblicata e poi sospesa in autotutela, quanto sia costato il percorso fin qui seguito e soprattutto quali siano i tempi necessari per arrivare finalmente al nuovo affidamento del servizio.
La sospensione in autotutela può significare due cose, un errore formale nel discplinare di gara messa a bando, una segnalazione di merito da parte di una delle ditte concorrenti al bando. Restano quindi numerosi dubbi su come sia stato gestita questa gara, sulla quale avrebbe dovuto vigilare con attenzione l’assessore Antonio Scaccia. Invece ad oggi, la gara per il trasporto publbico non è stata fatta, si dovrà rifare un nuovo bando. Di contro il Comune ha speso dei soldi per predisporre una gara che non si farà e ne dovrà impegnare altri per fare una nuova gara.
Ad oggi, quindi, nelle mora della nuova gar si procede con le proroghe alla precedente ditta, sulla quale non sono mancate polemiche, soprattutto nella gestione delle corse e nella gestione del personale, tanto che le organizzazioni sindacali si sono rivolte anche la Prefetto di Frosinone.
Nella sostanza un altro pasticcio è servito dalla giunta Mastrangeli.
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