“Gaza muore di fame e il mondo tace. Ma l’indifferenza è complicità.” Con queste parole l’Associazione Apa, Alternativa per Anzio, lancia il proprio appello pubblico aderendo alla campagna “Eleggiamo il domicilio a Gaza”, un’iniziativa promossa da intellettuali, attivisti e personalità della cultura come Tomaso Montanari, mons. Giovanni Ricchiuti e Ginevra Bompiani.
Di fronte al dramma umanitario in corso nella Striscia di Gaza, dove la popolazione vive sotto assedio, priva di acqua, cibo, cure e speranza, Apa denuncia con forza il silenzio delle istituzioni e l’impotenza della comunità internazionale.
“Assistere a questo disastro – si legge nel comunicato – significa decretare il fallimento dei principi fondanti dei paesi democratici.”
L’indifferenza non è neutrale: è complice
La presa di posizione di Apa si rifà anche al pensiero di Antonio Gramsci, che ammoniva: “L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera”. Da qui la scelta di non restare in silenzio: “Dobbiamo uscire dalla complicità del genocidio che si sta perpetrando verso i palestinesi. Anche l’indifferenza è una forma di violenza.”
Pur riconoscendo che ogni gesto può sembrare insufficiente, Apa invita tutti i cittadini e le realtà solidali a dichiarare simbolicamente Gaza come proprio domicilio elettivo, aderendo all’appello inviando un’e-mail a:
📧 domiciliatiagaza@primaloro.com
Gaza è il nostro domicilio morale
L’iniziativa “Eleggiamo il domicilio a Gaza” nasce per dare visibilità a una tragedia che rischia di essere normalizzata e ignorata. Si tratta di un atto di disobbedienza simbolica, un modo per non rimanere spettatori passivi di fronte a una catastrofe umanitaria.
“Affinché la nostra indifferenza non diventi complicità. Perché il mondo resti umano.”
Il link all’appello completo è disponibile qui:
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