← Torna a Prima pagina
Genzano di Roma

Genzano al ballottaggio: Carlo Zoccolotti “Genzano non può aspettare”

Di Gabriele Silardi • • • Prima pagina

Prima pagina

A pochi giorni dal ballottaggio del 7 e 8 giugno, Genzano si prepara a tornare alle urne per scegliere il prossimo sindaco. Al primo turno nessun candidato ha ottenuto la maggioranza necessaria per l’elezione diretta e la sfida si è quindi ristretta a Carlo Zoccolotti e Fabio Papalia.

Il sindaco uscente deve rincorrere Fabio Papalia, la strada è in salita, ma confida ed ha fiducia che in questi giorni i cittadini sapranno distinguere tra chi ha programmato lo sviluppo della città e chi invece punta solo sulle promesse. In vista di questo appuntamento decisivo per la città, abbiamo incontrato Carlo Zoccolotti per fare il punto sulla campagna elettorale, sui risultati raggiunti negli ultimi anni e sulle priorità per il futuro di Genzano.

“In estate PNRR finiti e nuovi spazi per i giovani”

Perché i cittadini dovrebbero rivotarla?

«Quest’amministrazione in questi anni ha fatto tanto. È un lavoro in progress: abbiamo avviato opere per circa 20 milioni di euro tra PNRR e risorse proprie, probabilmente il più grande piano di investimenti realizzato negli ultimi decenni. È un impegno ma è anche una responsabilità, quindi chiuderlo è per noi importante, ed è importante crediamo anche per il futuro della nostra città.»

Qual è la priorità assoluta per Genzano nei prossimi cinque anni?

«Le priorità sono tante, perché una città vive di tantissimi aspetti. Completare le opere, fare in modo che i servizi che cambiano la vita dei cittadini ogni giorno siano sempre più forti. Dobbiamo mantenere una dimensione ampia della gestione della città, perché è quella che permette di viverla piena ogni giorno.»

Quale sarà il primo provvedimento se verrà rieletto?

«Intervenire in modo importante sulle manutenzioni. Abbiamo liberato molte risorse grazie al rendiconto approvato di recente, è stato lavoro di anni. E poi chiudere i grandi progetti PNRR: il cronoprogramma è stretto, l’abbiamo mantenuto e siamo fiduciosi che quest’estate verranno chiuse tutte le opere — opere che aspettavamo da decenni.»

Come intende coinvolgere i giovani?

«Alcuni dei progetti che stiamo portando avanti sono proprio pensati per i giovani. Il Teatro Carlo Levi, spazi per sperimentare, sale prove, sale registrazione, spazi di aggregazione. Abbiamo lavorato tanto sulla qualità di quegli spazi: non solo fare cose, ma come le fai è fondamentale e cambia come le persone vivono.»

La sua comunicazione è stata efficace?

«Comunichiamo da anni sui fatti. Non mi piace ragionare per slogan, non mi piace fare polemica — mai, è nella mia storia. Dobbiamo rappresentare quello che abbiamo fatto in questi anni e spiegare come faremo nei prossimi anni. Uno dei motivi della disaffezione dei cittadini verso la politica, spesso giustamente, è proprio questo.»

Il ballottaggio si avvicina. Per Zoccolotti continuare significa soprattutto una cosa: portare a termine le opere su cui lavora da anni.

Spazi di aggregazione, sale prove, un teatro rimesso al centro della vita cittadina. A Genzano di Roma il sindaco uscente ha puntato sui giovani. Ora cerca la conferma alle urne.

Ma dovrà fare i conti con il fatto che invece di essere in testa deve rincorrere lo sfidante Fabio Papalia in vantaggio e che ha incassato anche il sostegno di Flavio Gabbarini. Mentre a sinistra, ancora oggi, continuano i distinguo e le polemiche.

Sostieni La Spunta

La Spunta nasce nel 2024 da un’esigenza molto semplice, ma per noi fondamentale: fare giornalismo, quello vero.

Un giornalismo che non debba rispondere a padroni, interessi particolari o piccoli gruppi di finanziatori. Un giornalismo che possa lavorare con la libertà necessaria per raccontare i fatti, fare domande, approfondire ciò che non funziona e dare voce alle persone che vivono un territorio.

Abbiamo scelto di partire dal Lazio perché è il territorio in cui viviamo. E proprio vivendo questi territori ci siamo accorti di quanto spesso vengano raccontati poco, o soltanto quando una storia riesce a diventare una notizia nazionale.

Ci sono invece comunità, associazioni, imprese, lavoratori e cittadini che ogni giorno costruiscono pezzi importanti della società e che meritano attenzione. Ci sono decisioni che incidono concretamente sulla vita delle persone e che hanno bisogno di essere raccontate, spiegate e approfondite.

La Spunta vuole essere lì.

Non semplicemente per raccontare quello che succede, ma per provare a fare del giornalismo un servizio utile alla cittadinanza.

Per noi fare giornalismo significa questo: aiutare a capire, controllare il potere, accendere una luce dove serve, dare strumenti alle persone per orientarsi e, quando possibile, contribuire concretamente a migliorare la comunità che raccontiamo.

Fare del bene attraverso il giornalismo.

È una visione che stiamo cercando di portare avanti ogni giorno e che vogliamo estendere a un territorio sempre più ampio.

Ma c’è un punto fondamentale: l’indipendenza ha un costo.

Fare inchieste, seguire i territori, mantenere una redazione, produrre contenuti e dedicare tempo alle storie che contano richiede risorse. E noi non vogliamo che quelle risorse arrivino da qualcuno che, domani, possa chiedere qualcosa in cambio.

Vogliamo costruire un rapporto diverso: diretto con i nostri lettori.

Noi vogliamo un modello di giornalismo locale che parta dalle persone, dai territori e da chi crede che un’informazione libera sia un bene comune.

La Spunta è nata per questo.

E oggi, per continuare a crescere senza perdere la propria indipendenza, ha bisogno del tuo sostegno.

Sostieni La Spunta

Articoli correlati

Vedi tutti →