Un mese di luglio che si preannuncia particolarmente delicato per il mondo della scuola. A lanciare l’allarme è la Gilda degli Insegnanti di Latina, che denuncia il rischio di una concentrazione, in poche settimane, di tutte le procedure necessarie all’avvio dell’anno scolastico 2026-2027. Una situazione che, secondo il sindacato, potrebbe mettere in difficoltà gli uffici amministrativi e provocare ritardi, errori e disagi per migliaia di docenti.
“Nessuna indicazione operativa dal Ministero”
A spiegare le criticità è la coordinatrice provinciale di Latina, della Gilda, Patrizia Giovannini.
«Tradizionalmente – afferma – tra la fine di maggio e la prima metà di giugno prendevano il via le domande di assegnazione provvisoria, le utilizzazioni sul sostegno, quelle dei docenti soprannumerari e tutte le procedure necessarie per organizzare il rientro del personale nelle scuole di titolarità. Oggi siamo al primo luglio e non abbiamo ancora ricevuto indicazioni operative né convocazioni da parte del Ministero per avviare attività fondamentali per il prossimo anno scolastico».
Nomine, assegnazioni e supplenze concentrate in poche settimane
Secondo la Gilda, il rischio concreto è che le principali operazioni vengano concentrate nello stesso periodo: dalle immissioni in ruolo alle assegnazioni provvisorie, fino alle supplenze da graduatorie provinciali.
Una compressione dei tempi che, secondo il sindacato, potrebbe aumentare sensibilmente la possibilità di errori.
«Gli uffici saranno costretti a lavorare in tempi strettissimi – osserva Giovannini – e questo potrebbe tradursi in problemi che ricadrebbero direttamente sui docenti. A preoccupare è anche il fatto che quest’anno le graduatorie provinciali saranno pubblicate già in forma definitiva. Se dovessero verificarsi gli stessi errori dell’algoritmo registrati negli anni passati, intervenire rapidamente sarebbe molto più complicato».
Attesa anche per il piano delle disponibilità
Tra le questioni ancora irrisolte c’è anche la definizione del piano dei posti disponibili, documento fondamentale sia per le assunzioni a tempo indeterminato sia per il conferimento degli incarichi annuali.
«Negli anni precedenti questo piano veniva predisposto prima dell’avvio delle procedure. Oggi siamo ancora in attesa e l’impressione è che tutto venga gestito contemporaneamente nell’arco di tre settimane», sottolinea la coordinatrice della Gilda.
Una situazione che rischia di mettere ulteriormente sotto pressione gli Uffici scolastici regionali e provinciali, già alle prese con una cronica carenza di personale amministrativo.
Continua il confronto sulla riforma degli istituti tecnici
Accanto all’emergenza organizzativa, resta aperto il confronto tra le organizzazioni sindacali e il Ministero dell’Istruzione e del Merito sulla riforma degli istituti tecnici e sulla filiera tecnologico-professionale 4+2.
La Gilda di Latina, insieme ad altre due sigle sindacali, sta partecipando ai tavoli di conciliazione avviati alla fine di aprile.
Secondo Giovannini, il confronto ha già prodotto un primo risultato.
«Il Ministero ha accolto la richiesta di modificare la normativa intervenendo sui quadri orari e superando la discrezionalità attribuita ai dirigenti scolastici nella scelta delle discipline da ridurre».
“Pronti alla mobilitazione”
Per la Gilda, tuttavia, il percorso non può dirsi concluso.
Il sindacato continua a chiedere modifiche sostanziali al decreto-legge 45 del 2025, convertito nella legge 79 del 2025, con l’obiettivo di evitare, secondo quanto sostiene, un impoverimento dell’offerta formativa e di tutelare il quinto anno degli istituti tecnici.
«Se le ulteriori modifiche che il Ministero presenterà nei prossimi mesi non saranno soddisfacenti – conclude Giovannini – siamo pronti a chiedere al personale della scuola di mobilitarsi già dall’inizio del prossimo anno scolastico, anche attraverso la sospensione di tutte le attività aggiuntive».
L’estate della scuola, dunque, si annuncia decisiva sia sul fronte dell’organizzazione del nuovo anno scolastico sia su quello del confronto con il Governo sulle future riforme del sistema di istruzione.





