Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto una lettera di suo pugno al sindaco di Cassino, Enzo Salera sulla ZES.
Una risposta sulla questione della ZES, di cui tutti si sono riempiti la bocca, ma che arriva direttamente ad Enzo Salera, unico sindaco che, insieme alla consulta dei sindaci aveva scritto al Presidente del Consiglio per sollecitare un intervento sulla ZES e trovare quindi quelle soluzioni che potessero aiutare il territorio ad uscire da una crisi che sembra essere senza fine.

Proprio Giorgia Meloni scrive “Per quanto attiene l’inserimento nella ZES delle provincia di Latina e Frosinone si rappresenta che, allo stato, non è possibile in quanto le aree delle Zone economiche Speciali sono individuate tra quelle ricomprese delle regioni meno Sviluppate e in transizione.” Scrive la Presidente del Consiglio che aggiunge
“Come è noto la Regione Lazio non rientra fra le regioni in regime di transizione” precisa Giorgia Meloni che poi lascia uno spiraglio aperto, dopo le opportune verifiche con la Comunità Europea, il che significa se va bene diversi mesi ancora di attesa.

“In tal senso stiamo lavorando per individuare soluzioni di semplificazione per la riduzione degli oneri amministrativi e semplificazioni procedurali per le imprese che intendono insediarsi in aree di crisi industriali quali quelle da voi rappresentate” scrive il Presidente del Consiglio che chiude affermando che “Per rendere effettiva la riconversione di tali aree, sarà necessario rifinanziare gli incentivi mirati a queste aree.£”
Quindi niente ZES per le provincie di Latina e Frosinone, con buona pace dei politici che fino a ieri, data della lettera della Presidente Meloni al sindaco Salera, ipotizzavano una possibile soluzione al problema, che invece non sarà possibile.
A questo punto diventa urgentissima la convocazione di un tavolo provinciale, sempre che il presidente della Provincia Luca Di Stefano, si stia accorgendo di quello che accade, per provare a costruire un percorso di rifinanziamento degli strumenti già previsti per l’insediamento delle aziende nelle aree industriali di crisi.
Bisogna fare in fretta, prima che sia troppo tardi e che le ricadute occupazionali si ripercuotano sul territorio, come purtroppo già sta avvenendo.







