Giuseppe Ciriaco ha compiuto un’impresa nello Stretto di Messina. Il 10 giugno, il 41enne di Fiuggi ha affrontato e terminato la traversata che unisce Sicilia e Calabria, coprendo 4,1 km di mare aperto senza nessun ausilio. La partenza è avvenuta da Torre Faro, sotto il pilone di Messina, mentre l’arrivo si trovava sulle coste calabresi.
Nonostante una partenza difficile che lo ha visto in fondo al gruppo, Ciriaco ha gestito la gara metro dopo metro, risalendo la classifica fino al secondo posto. Ha chiuso la prova in 1 ora e 14 minuti, dimostrando capacità di gestione e grande determinazione. Il percorso, noto per la complessità dovuta alle forti correnti marine e al traffico marittimo, rappresenta una delle sfide più difficili per i nuotatori di fondo in Italia.
A sostenere Ciriaco c’erano la figlia Delia, il papà Saro e la mamma Alba, che hanno seguito ogni bracciata della traversata. La preparazione per un evento del genere richiede mesi di allenamento, pianificazione e il supporto della famiglia, che si è dimostrato determinante anche emotivamente.
Al termine della prova, Giuseppe Ciriaco ha dichiarato: “Attraversare e unire due coste è un modo per mettersi in discussione, non sentirsi mai arrivati e mai fermi, affrontare rischi e paure della vita, i propri limiti per poterli superare. Perché lo sport non è mai fine a se stesso”. Una frase che sintetizza il senso profondo della competizione e il valore della sfida personale contro i propri limiti.
Fiuggi si stringe idealmente attorno a Giuseppe e alla sua famiglia, celebrando questo risultato, frutto di impegno e passione. Con questa prestazione, Ciriaco conferma la sua attitudine all’endurance e alla resilienza nelle competizioni in acque libere.








