Il futuro di settanta lavoratori del polo logistico GLS di Latina è incerto dopo la rottura del contratto di franchising con P&D Srl. Il consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’assessora Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio e assessora allo Sviluppo Economico.
L’obiettivo è ottenere chiarimenti e informazioni sulle azioni che la Regione intende mettere in campo per tutelare i posti di lavoro e la continuità dell’operatività del centro logistico.
D’Amato sottolinea, attraverso una dichiarazione ufficiale, la vicinanza sua e del partito ai dipendenti e alle loro famiglie. Il consigliere regionale sollecita “capacità di gestione e una regia regionale per tenere insieme il tessuto economico e occupazionale del territorio”. Chiede inoltre l’attivazione di un tavolo di confronto che coinvolga l’azienda, il committente e le parti sociali, con l’obiettivo di esplorare ogni possibile strumento utile a preservare i posti di lavoro.
“La Regione deve rispondere con fatti concreti e tempi rapidi”, aggiunge D’Amato nella nota. Il riferimento è al timore diffuso tra i dipendenti della filiale, che potrebbero vedere compromessa la loro stabilità lavorativa in seguito all’interruzione del rapporto tra la casa madre GLS e il franchisee P&D Srl.

Sulla stessa falsa riga, Arcangelo Palmacci segretario provinciale di Latina, di Azione.
“La chiusura della sede GLS a Latina rappresenta un duro colpo non solo per i lavoratori coinvolti, ma per l’intera comunità pontina. Parliamo di decine di famiglie lasciate improvvisamente senza reddito e di un territorio già fragile dal punto di vista occupazionale che vede sfumare un’importante realtà logistica.” Dice Palmacci, che critica la decisione aziendale.
“Come Azione, denunciamo con forza la mancanza di responsabilità sociale dimostrata dall’azienda. Una multinazionale del settore trasporti e spedizioni non può abbandonare così il territorio dopo averne sfruttato per anni le risorse e le competenze. Questa decisione, presa senza un adeguato confronto con sindacati e istituzioni locali, è il segno di un sistema economico che antepone il profitto immediato al benessere delle persone.”
Il caso accende i riflettori sulla necessità di azioni tempestive per evitare una crisi occupazionale nella provincia pontina. Resta ora da capire quali misure la Regione Lazio vorrà adottare nell’immediato per dare una risposta alle preoccupazioni sollevate da D’Amato rappresentando i lavoratori e le loro famiglie.





